
Dove non si ha più la forza
né di piangere né di ridere,
lo humor sorride tra le lacrime
Karl Kraus (scrittore 1874-1936)
Humor tra le lacrime
Morire è rifiorire.
Mi rotola sul letto il tuo volto
dal sogno di primo mattino.
Salivo gli altari dell’alba
e a te offrivo la mia nudità,
toro alato,
in un istinto tenuto nascosto.
E incomincio a levigare
le ingiurie di ieri,
le voglio mutare, scolorire,
cos’altro posso scegliere
per questo selvaggio giorno?
Nel rebus delle idee
risalgo la china dell’abisso,
mi aggrappo a una risata folle,
a quello che mi resta
nella babele di un tempo andato.
In giochi mai dimenticati,
ancora equilibrista
nel nostro essere corpi senza rete,
siamo precipitati in vortici di sbagli.
Il mio cervello fa scintille.
L’humor in tragicomiche lacrime,
stanco di stare dietro le quinte
urla:
“Vai pure a quel paese, se lo desideri,
ancora zapperò tulipani.
Poi aleggia un timido senso,
e già… “Pantha rhei” tutto scorre
e stanotte ritirati i veli rossi da dietro le palpebre,
sale la voglia di te e afferrato un altro sogno,
in cruento diabolico buio, moriremo di felicità.

Rispondi