
Quando il marito passò a miglior vita Alice era sicura che non si sarebbe mai ripresa. E per un periodo fu così. Per un anno intero uscì di rado da casa. Quando arrivò il covid pregò Dio di portare via anche lei per raggiungerlo. Non successe. Il vaccino scongiurò la morte di tanti e Alice fu molto delusa! A niente servivano i consigli di amici e parenti di riprendersi la vita.
Un giorno mentre annaffiava le piante, tanto amate dal marito che ne prendeva cura, entrò in giardino un gatto. Alice tentò di allontanarlo in tutti i modi ma lui rimase a strusciarsi alle sue gambe. Nei giorni successivi il gatto tornava a cercare Alice e cibo. All’inizio la donna resistette alla sua presenza un po’ sinistra. Si sentiva inquieta quando lui la fissava con i suoi bellissimi occhi color miele. “Sei lo spirito del mio amato?”, gli chiedeva e il gatto miagolava e le girava intorno. Con questo pensiero gli diede più confidenza e lui avvicinava il muso al volto di Alice in segno di consenso. Lo chiamò Benny come il marito e il gatto divenne il compagno della sua solitudine. Mangiavano insieme, dormivano insieme e Benny diventò perfino un conoscitore di musica classica. Quando Alice si metteva al pianoforte lui si stiracchiava sul piano fissando il viso della donna che muoveva le mani sui tasti con tanta armonia. Ogni tanto miagolava in segno di apprezzamento. Anche al Benny, il marito, piaceva tanto quando Alice suonava i suoi pezzi preferiti.
Col passare del tempo Alice chiamò di nuovo i suoi studenti e aprì loro la porta di casa. E così fece poi con parenti e amici.
Benny non era molto contento perché perdeva la sua attenzione ma lasciava fare perché vedeva Alice più sollevata dal dolore. Non la interrompeva miagolando oppure chiedendo continuamente cibo. Quando vedeva arrivare quegli esseri estranei andava dietro il divano, il suo luogo preferito, e sonnacchiava finché non andassero via. Allora saltava fuori e girava intorno ad Alice. “Ti sei annoiato Benny ? Ora andiamo in giardino e ti faccio fare quattro salti sullo stendi bucato”, gli diceva la donna amorevolmente. “Miaooo “, rispondeva lui. L’armonia che si era creata tra loro non era mai esistita tra lei e il marito, rifletteva e sorrideva dentro di sé. Benny , il gatto, la guardava e sbuffava.
Una sera mentre stava guardando la tv le venne un’idea. Benny era steso vicino con gli occhi socchiusi, in una pace celestiale e ogni tanto muoveva la coda su e giù, destra e sinistra. Perché non scrivere un libro per i bambini sul suo Benny? Non era soltanto un gatto che faceva le fusa o preferiva un croccantino all’altro. Era molto di più. La notte dava la caccia a topi e a lucertole e le portava in casa come regalo per Alice lasciandoglieli sul letto. La prima volta che successe per poco a lei non veniva un infarto nel vedere un topo morto con la coda e le zampette rosa sul suo cuscino. In primavera Alice si svegliava sentendo svolazzare gli uccellini che Benny portava in casa. Per salvarli doveva prenderli e rimetterli nel nido sull’albero. Al gatto questi salvataggi non piacevano ma pazienza, per vedere lei felice e sorridente era disposto a questo e altro.
Alice ricordava divertita che anche il marito non avesse gusto nella scelta dei regali e ogni volta lei di nascosto li portava indietro e prendeva qualcosa di suo gusto. Benny, il marito, non capì mai i cambi, come Benny il gatto, che annusava per tutta la casa in cerca dei suoi regali spariti. “Forse l’avevo nascosto qui, no forse là… ”, e così passava tutta la giornata setacciando ogni angolo di casa.
Alice cominciò a scrivere i suoi brevi racconti e li intitolò “Le avventure di Benny e Alice” . Lei in veste di una bambina curiosa e il gatto come eroe delle storie. Un anno dopo Alice veniva intervistata da Rai Scuola con Benny nel suo trasportino, scorbutico perché a lui piaceva stare solo in casa sul divano con vicino Alice. Le sue avventure vinsero anche diversi premi e alle presentazioni dei libri Benny era l’attrazione principale per i bambini. Alice era ormai famosa e aveva una vita piena. Ogni tanto guardava il cielo e tra le nuvole vedeva il volto del marito che si alternava a quello del gatto e lei si inteneriva. Il gatto continuò a darle altre soddisfazioni e tra queste tanti gattini uguali a lui, pelo del petto bianco e dorso rosso, sparsi in casa e nel quartiere.
Alla fine il talento emotivo di un animale salvò la vita di una umana. Voi che dite?

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