WEN – Intelligenza razionale – Creare un’impresa – Terza Agnoletti

  Una storia vera

Lo chiamerò Giovanni.

Nacque sul finire dell’Ottocento in una famiglia di mezzadri, terzo di cinque figli. I genitori analfabeti li mandarono tutti a scuola (scuola elementare di tre soli anni) , perché non subissero imbrogli da chi sapeva leggere e scrivere, come molte volte era accaduto a loro.

Giovanni era il più bravo di tutti, il più brillante.

Qualche anno più tardi, dopo il lavoro nei campi frequentò una scuola serale che  gli permise d’impiegarsi come contabile nella società che agli inizi del secolo gestiva l’energia elettrica dell’Appennino Centrale.

Nel 1915 fu chiamato a combattere. Fatto prigioniero dagli Austriaci fu mandato a lavorare in una fabbrica di birra, dove imparò tutto quello che gli fu possibile imparare.

Tornato in patria, frequentò un corso all’Accademia di Modena, dove fu promosso sottufficiale di complemento e  apprese le raffinatezze del galateo.

Ripreso poi il lavoro di contabile, conobbe  la bella e intelligente giovinetta che divenne sua moglie. Ma prima del matrimonio, poiché ne aveva apprezzato il talento artistico, l’aveva spronata a iscriversi all’Accademia di Belle Arti a Firenze, dove frequentò un corso di disegno applicato al ricamo che fu molto utile per entrambi dopo il secondo conflitto mondiale.

Giovanni, come sottufficiale, fu costretto a tornare al fronte anche in quella guerra. Combatté in Africa e fu di nuovo prigioniero, stavolta degli Inglesi, che lo mandarono in India, dove secondo il suo solito osservò, studiò, apprese.

Al ritorno in patria, l’azienda per cui aveva lavorato non lo riassunse. Ne nacque una causa che si protrasse a lungo e quando Giovanni la vinse era ormai in età da pensione.

Intanto i risparmi stavano per finire. Giovanni si guardava intorno, per trovare una soluzione ai suoi problemi. Stavano sorgendo piccole imprese artigiane di confezioni e ricami. Convinse la moglie a creare disegni per camicette da donna che in quel momento erano di moda. La moglie aveva anche nozioni di sartoria. Tagliava la stoffa e disegnava, lavoranti a domicilio ricamavano e una sarta cuciva, poi la creatrice proponeva le camicette ai negozi di Firenze, che apprezzavano l’originalità dei disegni.

Ma Giovanni rifletteva: la stagione delle camicette non sarebbe durata a lungo. Propose alla moglie di creare abiti per bambini. La moglie disegnava il capo, tagliava la stoffa e la faceva cucire a una sarta, Giovanni proponeva i capi ai grandi magazzini del nord. Ma per creare una vera ditta aveva bisogno di un capitale. Le banche gli chiedevano garanzie che non poteva offrire, perciò si rivolse a un cognato che aveva una piccola azienda per la produzione di frutta e verdura e molti risparmi in banca. Ebbe un prestito che garantì di restituire entro otto anni, dando annualmente lo stesso interesse che avrebbe dato la banca. Ebbe successo e ricchezza.

Quel successo ingelosì il cognato, che si lamentava, soprattutto con i parenti, di essere stato sfruttato, anche se non avrebbe avuto nessuna idea di come investire altrimenti quel piccolo capitale che aveva prestato e che Giovanni aveva restituito secondo i patti. Da lui il cognato avrebbe voluto di più, però non glielo disse mai.

Non capiva che Giovanni, capace di cogliere tutte le opportunità che si presentavano, aveva investito anche un’altra ricchezza, senza la quale i soldi non avrebbero fruttato: il senso artistico e la creatività della moglie.

 

Terza Agnoletti

Una risposta a “WEN – Intelligenza razionale – Creare un’impresa – Terza Agnoletti”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Bello, vero la scuola e l’istruzione sono tutto!

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