
Finalmente col cuore leggero Marco avanza sul marciapiede zeppo di gente. In un altro momento la calca lo avrebbe infastidito, ma non oggi: ieri ha portato a termine con grande successo di pubblico e critica la presentazione del suo ultimo libro, un saggio sulla vecchiaia e le sue opportunità. Si sente oggi lo spirito di un ragazzino Marco e persino i ginocchi, il suo cruccio quotidiano, non gli fanno più male.
“Santa adrenalina!” pensa, riascoltando in cuor suo l’eco degli applausi e le congratulazioni fioccate come rugiada sull’erba riarsa della sua autostima. Mesi e mesi a lottare con geriatri, critici letterari, tecnici del suono e dell’immagine, giornalisti, psicologi invitati all’evento in preparazione, senza considerare gli anni, la fatica, l’impegno prodigati per comporre il saggio e farlo pubblicare dalla casa editrice prescelta …ed ecco tutto si è consumato nell’arco di un pomeriggio, con la prestigiosa sala stracolma, il fluire di interventi di esperti, brani musicali, immagini proiettate e la fiumana di lettori in fila per l’autografo, la stretta di mano, gli elogi e tutti i rituali di prassi. E stamani la lettura degli articoli sui giornali: quotidiani nazionali e locali, riviste letterarie, le più autorevoli… tutti entusiasti del suo saggio… insomma un successo unanime… e il mastino nel suo cuore finalmente s’accuccia e s’assopisce, mentre spunta fuori il ragazzino brioso.
“La lotta è stata dura, non è mancato qualche colpo basso, ma la soddisfazione per il lavoro svolto e la giornata straordinaria di ieri mi ripagano di tutto…ne è valsa la pena… e questo sarà solo l’inizio… di fiore in fiore i miei scritti imprimono la loro impronta nel nostro tempo… anche a questo miravo e questo ottengo!”
Il marciapiede s’allarga in uno spazio tra i palazzi d’intorno e lì, accoccolata, una fioraia con la sua canizie millenaria raccolta in una crocchia vende mazzi di fiori primaverili.
“Fiori, fiori per tutti. Venga, signore, ho un mazzolino per lei”; Marco la guarda, mentre con l’indice teso la vecchia gli addita tre calle che s’ergono sul loro gambo di smeraldo nel vaso colmo d’acqua: nivei fuochi d’artificio dal cuore d’oro.
“Tre fiori soltanto restano nel mio mazzo?” chiede l’uomo tra lo stupito e l’intimorito.
“Mai si vince la lotta col tempo” risponde la vecchia senza muovere labbra “è da tanto che ti porgo le tue calle e a ogni incontro tu ti trasformi, come fa il camaleonte passando da colore a colore, come la luce del sole differente in ogni istante del dì; ieri, dopo tanto impegno e lavoro, un’altra calla ti è stata donata, la più splendente e rigogliosa, melodioso canto di cigno, che gli uomini ricorderanno a lungo per la sua bellezza”. E Marco:
“Allora, fioraia, centellinerò l’ambrosia preziosa delle tre calle che ancora mi rimangono e, comunque vada, la mia lotta col tempo, almeno in parte, l’ho già vinta e m’alzo dal desco sazio e soddisfatto, pur se con qualche rimpianto e un filo d’istintivo timore per l’ignoto che mi sta di fronte”. La vecchia fioraia lo guarda con gli occhi della mente diretti attenti acuti. E Marco continua:
“Io sono fortunato, ho potuto e saputo coltivare nella mia vita studio e creatività, cercando, più o meno consapevole dei miei mille limiti e difetti, di esprimere quel poco o tanto ch’è l’animo mio. Se, come sembra, con quest’ultima opera riceverò l’apprezzamento sperato, bene, altrimenti, da presuntuoso qual sono o presunto tale, riterrò ugualmente di aver speso con saggezza la mia esistenza, poiché l’ho dedicata a ciò che da sempre mi attrae: la ricerca comprensione ed espressione di questo nostro mondo, di me stesso, degli altri”.
“Fiori, fiori, fiori per tutti… abbiate cura del vostro bouquet, prima che sfiorisca e muoia!”
Miriam Ticci – MITI

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