
Mi dovevo recare nella località di San Tertullio per una perizia disposta dal tribunale di Firenze.
Non conoscevo assolutamente la strada e mi ero affidato al Tom Tom, il navigatore del quale non mi servivo più da un paio di anni.
Prima di partire avevo impostato la località da raggiungere ed il relativo indirizzo.
Avevo scelto anche la voce che mi avrebbe accompagnato nel mio viaggio, una voce femminile naturalmente.
Perché naturalmente?
Perché una voce femminile è senz’altro più gradevole e rende meno monotono il viaggio.
Dopo diversi chilometri ed avere superato Empoli, il navigatore mi comunicò «Alla prossima rotonda prendi la prima strada a destra e dopo duecento metri volta a sinistra»
Obbedii, alla rotonda presi la prima strada a destra e, dopo una cinquantina di metri mi trovai di fronte ad un fosso.
Pensai di essermi sbagliato e facendo inversione e girando intorno alla rotonda mi ritrovai sulla strada da cui ero venuto.
La voce della ragazza del navigatore mi confermò «Alla prossima rotonda prendi la prima strada a destra e dopo duecento metri volta a sinistra»
«Ma c’è un fosso» gridai «Non posso andare avanti!»
Ma la voce del navigatore mi ripeté ancora una volta: «Prendi la prima strada a destra e dopo duecento metri volta a sinistra»
Ebbe inizio allora una lotta verbale fra me che dicevo di non poter andare avanti e la voce del navigatore che mi spingeva a procedere per altri duecento metri.
Dopo circa un paio di minuti di questa lotta battibeccale sbottai ed esclamai «Testacchiona, cosa hai nella zucca? Lo vuoi capire che fra cinquanta metri c’è un fossato che non posso attraversare perché non c’è nessun ponte o passerella?»
Non l’avessi mai detto!
Si inserì una prepotente voce maschile che mi apostrofò duramente:
«Lei è un maleducato, non si offende una signorina che sta facendo il suo lavoro, le chieda immediatamente scusa!»
«Ma che scusa e scusa» replicai stizzito «la signorina mi vuole far attraversare un fossato in un punto dove non c’è uno straccio di ponte!»
«Ma qui c’è un ponte» replicò piagnucolando la voce del Tom Tom «sulla carta c’è segnato un ponte che scavalca il fossato!»
«Ci sarà sulla carta» risposi sempre più alterato «ma in realtà non c’è nulla. Se le davo retta sarei finito nel fossato!»
Intervenne allora, ancora una volta, la voce maschile che mi apostrofò duramente «A quando risale il suo navigatore, lo ha mai aggiornato?»
Esitai un attimo.
«In effetti» fui costretto a confessare «È un paio di anni che non lo utilizzavo»
«Vede allora che è colpa sua. Il ponte nel frattempo sarà stato rimosso e la signorina non si sbagliava. Le chieda scusa! » mi intimò.
«E va bene. Le chiedo scusa»
C’era una pasticceria sul lato sinistro della strada.
Scesi dalla macchina, vi entrai e ne uscii poco dopo con un vassoio di pasticcini.
Mi accomodai in macchina e mi rivolsi al Tom Tom.
«Signorina» dissi «Facciamo la pace e suggelliamola con un pasticcino»
«Non posso accettare» mi rispose la voce della signorina del Tom Tom «Sono in servizio»
«Ma sì che puoi accettare» si intromise di nuovo con fare paterno la voce maschile «Il signore ha riconosciuto il suo errore e ti ha chiesto scusa»
E così dal Tom Tom uscì una delicata manina che preso un pasticcino se lo portò all’interno del navigatore.
«Grazie» mi disse con la sua vocina.
Anche io mi portai alla bocca un pasticcino e risposi «Prego»
Avevamo fatto la pace.
In quel momento mi risvegliai.
Ero finito con la macchina dentro il fossato ed ero svenuto.
Brunetto Magaldi

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