Lei si gira nel letto, non riesce a dormire. Il marito è in ritardo. Le aveva promesso di non bere più. Questo viaggio doveva essere la loro seconda luna di miele, festeggiavano la sobrietà del marito. È mezzanotte, lei si riveste e va al bar dell’albergo alla ricerca del marito, ma lui non c’è. Soltanto un giovane sta bevendo qualcosa. All’improvviso viene voglia di bere anche a lei, forse per dimenticare il disastro che è il suo matrimonio, e si avvicina al banco. Il giovane le sorride e lei abbassa lo sguardo. Lui dice al barman che la signora è sua ospite. Lei rifiuta, ma dopo il primo Martini, accetta il secondo. Il giovane le suggerisce di andare in un posto più tranquillo per consumare il loro drink e lei, un po’ brilla, accetta l’invito e lo segue. La zona del giardino e della piscina è deserta. Il giovane si toglie i vestiti e si butta in acqua e le chiede di seguirlo. Lei rifiuta, non ama l’acqua fredda della piscina ma lui l’assicura che è piacevolissima e allora lei si toglie il vestito e entra in acqua con cautela.
Il giorno dopo all’alba si sveglia al suono del campanello della stanza. Il marito non c’è ancora. Della sera prima ricorda poco.

È accusata di stupro di un ragazzo sedicenne. È confusa, cerca di concentrarsi. Il marito non era tornato e lei si era addormentata e poi cosa era successo? I poliziotti la portano al distretto. Nella hall dell’albergo ha tutti gli occhi addosso o almeno le sembra. Intanto cerca di ricordare qualcosa. Al distretto incontra il ragazzo con i suoi genitori, che sono furiosi mentre il ragazzo è imbarazzato. Lei lo fissa attentamente e all’ improvviso si ricorda della notte prima. La madre le si butta addosso mentre i poliziotti cercano di fermarla. Lei comincia a piangere e dice che non sapeva che il ragazzo fosse un minorenne e lui non aveva detto niente sulla sua età. Confessa anche che fosse ubriaca nonostante solo due Martini e non capiva bene cosa le accadesse intorno. Insiste sul fatto che è un’insegnante e per tale motivo ha un rispetto particolare per i ragazzi e non avrebbe mai toccato un minorenne. I genitori ripetono che lei aveva trascinato loro figlio con forza verso la piscina e l’aveva obbligato a spogliarsi. A questo punto anche i poliziotti si dimostrano increduli. La donna risponde con rabbia, come avrebbe potuto costringere un ragazzo grande e grosso come lui a spogliarsi. Infatti lui ha un fisico atletico ed è piuttosto alto mentre la donna è bassa e tarchiata.
La situazione si dimostra al quanto ingarbugliata, ma lo stupro è stupro e la denuncia va fatta. Quando i due rimangono soli il giovane sembra volersi scusare e dice che i genitori l’hanno costretto. Però in tribunale denuncia di nuovo lo stupro. La donna continua a ripetere che si trattava di una bravata e non voleva far male a nessuno. Perfino il marito testimonia a suo favore e giustifica il comportamento della moglie. Dice che non riesce a superare il suo problema con l’alcol e lei è disperata e, conoscendola, si era trattato di un momento di debolezza. Aggiunge anche che è un’insegnante rispettata e ligia al dovere. I genitori del ragazzo la mettono sul piano morale difendendo l’educazione cattolica ricevuta dalla scuola e il rispetto che il loro figlio nutre per gli altri. Inoltre, giurano che non avrebbe mai fatto sesso prima del matrimonio e per di più in un luogo pubblico.
Gli avvocati di entrambi si arrampicano sugli specchi e ognuno per difendere il cliente calunnia l’altro. Tipo che il ragazzo usava droga e spacciava nella scuola e che la donna si era visto spesso in giro con ragazzini. Tutte testimonianze false basate su supposizioni.
Alla fine dopo giorni di offese e difese tra le parti, la giuria vota per la colpevolezza della donna. lo stupro è stupro e va condannato.
Chi ha mentito?
Manna Parsì

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