Mentire, secondo lo Zanichelli, significa dire il falso, il contrario di quello che si pensa essere vero.
Vi rientrano le menzogne, le calunnie, le fake news (come si usa dire adesso), e tante altre accezioni, che, con cattiveria e malafede, vogliono provocare danni e offese.
Ma, se vogliamo estenderne il significato in modo più benevolo, mentire può voler riferirsi anche al dire bugie più o meno innocenti.
Si va dalle commoventi e fantasiose bugie del bambino che sorpreso, come si suol dire con le mani nella marmellata, cerca di giustificarsi, alle cosiddette bugie pietose, alle bugie dette a fin di bene, alle insignificanti bugie che ci scambiamo in varie occasioni e che, di norma e quasi sempre, non recano alcun danno e lasciano il tempo che trovano.
Io, ogni anno, passo il mese di agosto a Viareggio rilassandomi con la vita di spiaggia.
Una ventina di anni fa, passeggiando sul lungomare mi capitò di incontrare, Tiberio un mio vecchio compagno di liceo.
Era stato mio compagno di banco negli ultimi tre anni del Liceo ed avevamo superato insieme l’esame di maturità.
Avevamo anche condiviso le attività del gruppo sportivo del Liceo dove lui primeggiava in quasi tutte le discipline dell’atletica leggera, meno che nel salto in alto dove ero più bravo io.
Non ci si vedeva dalla maturità e fu un vero piacere, rivedersi e, soprattutto riconoscerci dopo tanto tempo.
“Non sei per niente cambiato” mi disse “sei sempre il solito. Ti ricordi quando, durante i compiti in classe, ci si passava di nascosto il foglietto con le traduzioni delle versioni di greco e latino?”
Per la verità ero io che più spesso li passavo a lui.
“Anche tu non sei per niente cambiato” gli risposi “hai sempre il fisico dell’atleta che faceva innamorare le ragazzine del Liceo!”
Ci siamo scambiati le informazioni sulle nostre attività, lui si era trasferito per lavoro a Torino si era sposato e aveva due figli.
Seduti al caffè “Da Galliano” abbiamo dato la stura al capitolo dei ricordi e degli aneddoti degli anni del Liceo e della nostra adolescenza.
Sono passati gli anni e il caso ha voluto che ci si incontrasse di nuovo quest’anno sempre sulla passeggiata.
Tiberio, ormai in pensione sistemati i figli, si è trasferito con la moglie proprio a nella località di Pian di Conca a due passi da Viareggio, in una villetta acquistata con i suoi risparmi.
E anche questa volta nel riconoscermi mi ha esclamato “Sei sempre lo stesso, non cambi mai!”
Bugia.
Ed anche io “Ma davvero, anche tu non cambi mai ! Quale è il tuo segreto?”
Altra bugia.
Tiberio ha perso quasi tutti suoi capelli, l’atleta che era una volta, ha ora una incipiente pancetta, è leggermente curvo e le rughe del viso tradiscono l’avanzare del tempo.
Per quanto riguarda me, basta che mi guardi allo specchio per accorgermi di quanto io sia cambiato.
E questa volta seduti “Da Galliano”, davanti a due tazzine da caffè, dopo aver brevemente sfiorato il capitolo dei ricordi, abbiamo dato la stura al capitolo degli acciacchi, delle visite mediche, delle bollette, delle seccature e delle tante difficoltà quotidiane.
Ci siamo salutati augurandoci di ritrovarci ancora il prossimo anno.
E, poiché, come ho detto, sono solito a passare a Viareggio il mese di agosto, con ogni probabilità ci rincontreremo e ci scambieremo ancora la solita bugia.
“Non sei per niente cambiato!”


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