WEN – MUSICA – Heroes – Laura Gronchi

Lina guidava verso Lucca, lungo lo stradone che da Bientina portava ad Altopascio, attraversando una piana paludosa che alternava pozze d’acqua a distese di varie erbe dall’aria stopposa.

La via era stretta, anche se percorsa giornalmente da numerosi tir che, dallo snodo autostradale lucchese, si diramavano verso i poli industriali e commerciali del pisano.
I dossi riducevano la visibilità, c’erano poi gli incroci a raso che rendevano un azzardo ogni sorpasso.
Lei si accodò rassegnata al grosso camion che la precedeva e spinse il tasto della radio sperando che la musica l’aiutasse a stemperare il nervosismo per l’andatura da lumaca.

Si fermò su “Sunshine reggae”, un motivetto commerciale che aveva accompagnato la sua giovinezza, o per meglio dire, rinascita, dopo un rapporto sbagliato.

Quanto tempo perso, si rammaricò tra sé, rammentando gli anni trascorsi cercando di far funzionare una relazione a distanza, già nata sotto una cattiva stella.

E quanto tempo ho continuato a sprecare, dopo che ci siamo lasciati, tra feste e viaggi per recuperare una gioventù che se n’era andata.

Il motivetto sfumò e subentrò la voce vivace della DJ, ma lei non la udì, presa dal corso dei pensieri.

Ma tu guarda, è bastata una canzonetta scema a riesumare un periodo che avrei preferito scordare. Quanti treni ho mancato: quello della maternità e di una migliore qualifica professionale, inseguendo amici effimeri e divertimenti che sembravano non finire mai.

Aggrottò le sopracciglia ricordando il secondo risveglio, avvenuto quando aprì gli occhi e comprese che il tempo era passato e lei era rimasta intrappolata in un’esistenza da ventenne avvizzita, mentre intorno si formavano famiglie, nascevano bambini, il parentado invecchiava e i colleghi facevano carriera.

Il piede cercò l’acceleratore mentre spostava l’auto verso la mezzeria.

Il dirizzone libero la accolse, assieme a David Bowie e la sua “Heroes”, e iniziò il sorpasso che le permise di togliersi dal contemplare la réclame delle patatine fritte stampata sul retro del pachiderma su ruote.

Oh, finalmente posso godermi il cielo di questa bella giornata assolata.

Notò le acacie in fiore, i papaveri che spuntavano coraggiosi nell’erba alta a bordo carreggiata, sentì il cuore aprirsi e irradiare un tepore che si prendeva cura di corpo e anima.

Bellissima questa canzone!

Con il sorriso sulle labbra pensò che i suoi sbagli, in fondo, erano poca cosa. Tutti seguono delle illusioni che credono vere, finché durano, e, in fondo sì, siamo tutti eroi, anche lei.

Nonostante la partenza con il piede sbagliato, si era rifatta, aveva una bella famiglia e pochi, ma sinceri amici. L’intelletto, curioso e avido di sapere, la spingeva verso numerosi interessi che adesso aveva il tempo di coltivare.

Sulle note della vecchia canzone si sentì felice come non mai e non vide l’ora di arrivare a casa.

Laura Gronchi

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