
La famiglia Mozart di Salisburgo si nutriva oltre che di pane (e anche di companatico naturalmente) principalmente di musica.
Il capo famiglia era Leopold, maestro di Cappella del Duomo di Salisburgo.
La moglie, Anna Maria gli aveva dato ben sette figli due soli dei quali erano sopravvissuti (a quei tempi la mortalità infantile era veramente tremenda), Nennerl e Wolfang che nell’ottobre del 1762, quando si esibirono dinanzi all’imperatrice Maria Teresa, avevano rispettivamente 10 e 6 anni.
Fin dalla tenerissima età Leopold li aveva iniziati alla musica, e i due fanciulli si erano impadroniti presto delle note e degli spartiti, e si destreggiavano poi virtuosamente con i vari strumenti a corda e a tastiera.
Wolfang, che all’età di quattro anni già suonava il piano, addirittura all’età di cinque, con la collaborazione della sorella, si cimentava nella composizione.
Con animo da imprenditore, Leopold aveva sfruttato le doti dei due fanciulli organizzando delle vere proprie tournée musicali spostandosi, con le scomode carrozze di quei tempi, con tutta la famiglia.
A Monaco, a Vienna e nelle altre località dell’Austria e della Sassonia i due fanciulli, si esibivano suonando il violino e il clavicembalo nei salotti della buona società riscuotendo sempre un grande successo e la sorpresa ammirazione per la loro tenerissima età.
La fama dei due enfant prodige era giunta anche alla corte di Vienna e l’imperatrice Maria Teresa li volle conoscere per ascoltare le loro esibizioni.
I Mozart furono pertanto invitati al palazzo di Schönbrunn, la “Versailles Viennese”, e l’imperatrice li mandò a prendere con una delle più belle e comode carrozze della sua scuderia.
Introdotta nella Sala degli Specchi, la famiglia Mozart, al gran completo, si presentò al cospetto dell’imperatrice che li attendeva in compagnia del consorte, dei suoi numerosi figli e di una folta platea di cortigiani.
Leopoldo, Anna Maria, Nennerl ed il piccolo Wolfang, con i migliori abiti di circostanza, si avanzarono sprofondandosi in inchini.
Anche Wolfang, con parrucca e spadino al fianco, si avanzò inchinandosi ogni tre passi come gli era stato raccomandato.
Ma ad un tratto inciampò nello spadino e finì a terra.
La dolce Maria Antonietta, una delle figlie dell’imperatrice, accorse subito verso il confuso fanciullo lo rialzò e lo strinse in un tenero abbraccio consolatorio.
Il piccolo Wolfang , rialzatosi e ricompostosi, si rivolse allora alla principessa e, suscitando l’ilarità dei presenti, con infantile innocenza, si lasciò andare ad una promessa:
<<Grazie maestà, quando sarò grande vi sposerò>>.
E fu una prima vera cotta del grande genio di Salisburgo che, tornato alla base, con ancora il ricordo e il tepore dell’abbraccio della bionda e dolce principessa, in meno di un’ora compose un grazioso Minuetto e Trio a lei dedicandolo.
Passarono gli anni e, naturalmente, non gli fu possibile poi mantenere la promessa.
La dolce e bionda principessa, per ragioni di stato, andò invece in sposa al Delfino di Francia.
Purtroppo per lei!
Brunetto Magaldi

Rispondi