WEN – MUSICA – L’ultimo spettacolo del Teatro comunale – Alessandro Lazzeri

Al posto di quasi cento anni di musica adesso c’è la terra, i calcinacci, il nulla.  La demolizione dell’ex teatro storico fiorentino, il Comunale, è fatta. Davanti a questo rudere della memoria collettiva  di molti fiorentini  mi fermo turbato e  mi  sembra di sentire una musica  o forse  più di una  musica. Ecco  all’orecchio  arrivano le note di una “Notte sul Montecalvo” di Mussorgsky che  si confondono  con una  sinfonia  di Beethoven  o  forse con una nota  wagneriana dell’Olandese volante. Sono turbato, confuso. Un universo di musica  quasi mi  aggredisce . Non capisco non vedo la sorgente di questi suoni  dietro la facciata, quasi una quinta teatrale che nasconde la  distruzione.   Forse non è un suono  reale. E’ la memoria involontaria che fa  sentire  questa musica. Dalla  musica  nascono  immagini  vivide. Allucinazioni? No !  Immagini e suoni che sembrano e sono reali alla mia mente. Una  memoria involontaria e non selettiva ,  mi trasmette  suoni  e poi immagini. Vedo un bambino in una platea  di adulti che ascolta la musica. Ecco ne scorgo il volto. Sono io bambino. Provo una nostalgia dolorosa  per il bambino di allora educato  ad ascoltare da  genitori che mi hanno fatto  amare la  musica senza riuscire  a farmela  a studiare. Ecco   vedo  altri volti  . E’ Sonny  la ragazza tedesca  entusiasta e passionale   che   mi incantava e mi ha fatto  amare  Wagner. La  musica  mi conduce in uno straordinario viaggio  dove  per incanto  appaiono  visioni sepolte   nella  memoria. Le  immagini e l’armonia di   un  concerto di Segovia   accanto  a Nancy che meravigliata e incredula  mi ha chiesto  “Who is That guy?”. In questo flusso di coscienza le immagini  si confondono con la musica. Anzi credo che sia la musica che le crea. Ecco ascolto e vedo un concerto  di Arthur Rubinstein in compagnia  di mio padre e di mia madre. Vorrei allontanarmi dalle macerie del Teatro  ma non riesco a muovermi. Un refolo di vento  mi porta una  nota di Beethoven e mi  suggerisce il volto di una ragazza  di cui non ricordo il none. Sono turbato e affascinato da  questo  ultimo  spettacolo  che il vecchio Teatro Comunale  sembra offrirmi. Vivo nel presente ma  ho forse  il difetto di abitare talvolta nella memoria e questa fa emergere  sensazioni  e persone della mia  giovinezza. I ricordi s’impongono alla mia mente in un itinerario che mi regala un   allucinatorio,  meraviglioso viaggio nel tempo. Un viaggio che non ho pianificato ma arriva improvviso e infrange la cronologia reale. Ecco vorrei fuggire ma  ancora  la memoria improvvisa di un balletto di Carla  Fracci  ammirata insieme  a Mercedes  ed  ecco l’ultimo spettacolo fiorentino di Nureyev, goduto insieme alla mia compagna di vita. Sono  turbato, sconvolto, allucinato davanti a questo ultimo spettacolo che. Il teatro mi regala. . Ricordi ,emozioni ,persone  nascoste  dentro di me  sono quasi  risvegliate  dagli  infiniti suoni che questo edificio conserva per me. La sua distruzione ha privato me come  altri fiorentini del luogo della musica sinfonica. Dove sono passati grandi musicisti  adesso  solo macerie  La  musica mi  risveglia ricordi dimenticati e sprofondati nell’inconscio, impossibili da rievocare volontariamente  ma  mi evidenzia , cessato ogni suono  , la  cruda realtà  di un  luogo ,per me meraviglioso, e perduto in nome di una modernità fasulla e devastante.

Alessandro Lazzeri

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