
Achille coltiva l’hobby della scrittura nel tempo libero.
Pochi intimi conoscono la sua passione, tra i quali la sorella Serena che lo ingaggia per il compleanno del figlio. «Tra poco Mariolino compirà 4 anni, potresti dedicargli qualcosa?»
Lui non si fa pregare e la breve fiaba in rima, letta alla festa, viene applaudita da tutti.
«Ehi, lo sai che sei davvero bravo?» si complimenta il cugino Italo, «perché non provi a pubblicare?»
«Ma dai! A chi vuoi che interessino gli scritti di un povero bidello di campagna?» si schermisce Achille.
A questo punto è la sorella a intromettersi. «Ne ho parlato con Oreste, sarebbe disponibile a visionare la tua raccolta di racconti, potresti provare.»
«Perché non con la Mondadori, già che ci siamo?»
«Uffa, sei sempre il solito rinunciatario» e l’argomento viene accantonato.
Nei giorni seguenti l’idea torna stuzzicarlo.
Tutti mi fanno i complimenti, anche le due favole pubblicate su FB hanno ricevuto commenti lusinghieri, che abbia ragione Serena? Perché non provarci davvero?
Si iscrive a un sito dedicato agli scrittori principianti, legge le esperienze e si appunta gli esempi.
Oreste ha più una stamperia che una casa editrice, mi ci vuole un professionista serio.
Parte pertanto in quarta a inviare mail a destra e manca, ignorando invece gli inviti a migliorarsi e le esortazioni alla prudenza delle molte testimonianze.
Bastano le conferme di lettura affinché la florida fantasia del bidello si avvii lungo la strada del facile successo, senza fermarsi più.
Immagina di essere acclamato come scrittore dell’anno, intervistato durante i TG, ospite di Mara Venier e Fabio Fazio.
Segue i consigli di blog e pagine Facebook, vince la ritrosia e inizia a farsi una maldestra pubblicità, oltre a parlarne con conoscenti e amici.
Preoccupata da tanto fervore, la sorella si rifà avanti. «I tuoi lavori rispecchiano la realtà di questa cittadina, sono carini, non so però quanto possano piacere altrove. Falli prima valutare da qualcuno del luogo.»
Lui però ormai è troppo lanciato, non la sta ad ascoltare.
Le dolenti note arrivano mesi dopo, trascorsi senza ricevere risposte concrete.
«Allora Achille, a quando la pubblicazione?» gli chiedono sempre più spesso.
E lui non sa che dire, tergiversa, mentre i crampi gli stringono lo stomaco. «Presto, presto…» e si affretta a cambiare argomento.
Intensifica gli sforzi, invia altre mail, adesso per lui pubblicare è essenziale se non vuol perdere la faccia.
Finalmente una proposta arriva e supera le aspettative: la casa editrice è entusiasta: “un talento innato, il nuovo Gianni Rodari”, gli propone un colloquio telefonico.
«Signor Achille, non resta che firmare il contratto e apportare poche modifiche a un testo già perfetto di suo. Nel giro di un mese la sua raccolta sarà in tutte le librerie!»
L’ego del bidello risale verso vette sconfinate, smorzandosi però durante l’esame dell’allegato. Pensando di aver inteso male lo invia alla sorella.
«Cinquemila euro tra editing e promozione? Ma sei impazzito? E li hai anche presi in considerazione?» Le parole di Serena lo schiaffeggiano.
Achille sente il cuore sbriciolarsi nel petto. «Se non mi pubblicano loro, ormai non lo farà nessun altro…»
«Ti sei risposto da solo. Evidentemente i tuoi scritti, fuori dal contesto paesano, non piacciono.»
«Adesso che faccio?»
«Rispondi che declini. Hai fatto di testa tua spinto dalla vana gloria. Mi sono informata anch’io, cosa credi? Così non vanno bene, sono troppo dialettali, rileggili e migliorali, infine falli correggere a una delle insegnanti che vedi tutti i giorni: hai la storia in testa e gli errori non li vedi neppure se son grossi come bisonti, infine impaginali. Solo allora potrai presentarli a qualche editore, ma di zona.»
di Laura Gronchi

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