
Ti prego non mi cancellare. Guardami bene. Non sono male. Ho profondità psicologica. Un aspetto ben definito, accattivante. Mi si riconosce. Sono uno che ti entra dentro, nel cuore, che si fa notare e ricordare. Non è colpa mia se tutto attorno a me è così nebbioso, confuso, indefinito. Non si capisce neppure dove io viva, se in città o in campagna, al nord o al sud, oggi o in qualche passato non chiaro. Certo anche la trama è incerta, sfilacciata, che non porta da nessuna parte. Me ne rendo conto anche io. La mia vita però è ben definita. Sai bene chi sono, cosa vorrei fare, che cosa potrei fare.
Tu sei il mio creatore, il mio padrone, il mio Dio. Puoi fare di me tutto quello che vuoi e io non ho diritto di lamentarmi, ma lascia, mio Signore, che levi a te questa preghiera: non mi cancellare. Riusami. Collocami altrove, in un’altra storia. Trova uno spazio per me. Non farmi finire nel cestino.
Sono un buon personaggio, potresti sfruttarmi in un altro racconto, magari in un romanzo. Anzi, guarda, io credo di avere il potenziale per animare un’intera serie, una saga. Potrei persino finire al cinema. Già immagino quale attore mi potrebbe impersonare. Sarebbe un grande successo.
Potresti persino inserirmi in un romanzo di fantascienza, ma anche in uno storico. Darei il mio contributo, darei sostanza alla narrazione.
Sono solo un personaggio, ma non perché il racconto in cui mi hai inserito non funziona devi per forza eliminarmi.
Ti prego, autore mio.

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