WEN – NARRATIVA – Progetto Vellei – Rosalba Nola

  • Io abitare in una casa con pareti esterne di vetro? Dove tutti quelli che passano ci vedono! Ma tu sei tutta all’incontrario!

Proprio una velleitaria … –

Così mi parlò, con una ruvidezza sgorgata dalle sue profondità che sortì l’effetto di un commiato definitivo senza ripensamenti.

  • Allora ciao –  dissi
  • Ok va bene ciao

E dopo un tot di tempo mi nacque l’intenzione di trasformare la mia vita futura, di procurarmi uno spazio su misura.

Perché sono per lo più io l’architetto del mio destino. E posso andare oltre l’analisi limitata ai soli mezzi materiali e partire,vento in poppa, dall’Idea. Dalla consapevolezza di chi sono. Bilanciando le correnti dei sogni e desideri che hanno attraversato la mia vita fin qui, evitando cioè di farmi troppe illusioni, ma al contempo senza pormi troppi limiti. Prendendo in considerazione quel che sono ora in modo più autentico.

Un’essenza mi avvolge, comune ai miei simili con l’aggiunta di uno strato di diverse influenze che sono gli intrecci tra tutte le bellezze e le suggestioni finora incontrate, vissute nell’Arte, nella Poesia, nella Musica, nelle letture fatte e nella relazione con l’Altro/Altra da me. Questo insieme mi riporta al tratto saliente della mia persona ossia l’inquietudine. Essa mi fa escludere la possibilità di vivere in un nido dove stare in regime di protezione con i miei sparuti cari e a ragionevole distanza dal mondo esterno. E neppure vorrei sistemarmi in una costruzione tipo alveare dove stare bene anche con il prossimo, in spazi privati e condivisi. Né tantomeno in un alloggio tana da dove potrei, in esclusiva, guardare un paesaggio incantevole senza umane presenze. Dunque non sono una stanziale, ma neppure una nomade. Semmai una che vuole sempre capire chi è qui e ora, nel vento dell’impermanenza di ogni cosa, nel cambiamento talvolta impercettibile, ma costante che avviluppa tutti quanti, fino alla fine.

Prendo un foglio ingiallito da una risma di carta di cui mio padre si serviva per battere a macchina – una Olivetti Ico – lettere formali e confidenziali. E procedo, scrivo il criterio principe per una nuova dimensione abitativa. Ed ecco che mi appare il mio babbo, seduto alla sua scrivania, chino sui suoi progetti portati quasi sempre a buon fine. Mi sento ispirata e sollevata. L’elemento primario, fondante del mio piano sarà la luce! E’il materiale più prezioso e meno costoso, è trasparenza, leggerezza. E’ una Dea che produce senza sforzo giochi imprevedibili e cangianti. Sceglierò un terreno edificabile, pianeggiante, tutto esposto a sud dove Lei sarà sovrana e il vento potrà soavemente ogni tanto passare.

Ipotizzo l’installazione di una costruzione di piccole dimensioni.

Vicina, ma non troppo ad altre case o magari chissà a una piccola comunità d’ispirazione ecologica e spirituale. Con gli abitanti delle stesse farò del mio meglio per costruire una rete di solidarietà e reciproco rispetto. Se poi si andrà oltre, con momenti di convivialità, che sia sotto un cielo aperto e sereno, tollerante.

Vedo tutt’intorno un verde moderato, non importa se si mostra a tratti poco curato, è pur sempre un’aureola benefica e protettiva.

Non lontano dal mare, raggiungibile con buon passo nell’arco massimo di minuti trenta, solo andata. Volendo, da lì si può anche andare in Città e non solo per i rifornimenti, ma per gustarne gli umori. Ci si può arrivare con l’autobus, la fermata è vicina, le corse ogni mezzora fino alle ventidue.

La costruzione sarà affidata a un’impresa di prefab alias la nuova tendenza che abbatte i costi e riduce l’impatto ambientale. E’ un’idea di casa modulare per consentire una scelta delle dimensioni. I tempi di montaggio in alcuni casi non superano la settimana. E volendo, ben si adatta anche al mio ricorrente spirito di fuga, si smonta facilmente e via, verso un’altra destinazione. 

Certo, certo non posso fare a meno di considerare il lato finanziario del mio piano. Non posso ignorare la lungimiranza della Banca che accorda un sostegno direi esiguo ai molti come me usciti dalla vita produttiva senza un reddito interessante. E allora i fondi ? Beh forse potrei lanciare un crowdfunding. La mia vita è stata tutta un salto, una corsa agli ostacoli, una guerra e altro non cerco che un riparo personalizzato. Qualcuno per empatia risponderà a ferrodolce 53 chiocciola libero.it ! Tanto più che una stanza con bianche pareti e alte candide scaffalature, sarà racchiusa in un guscio di luce per diventare un Museo. Una collezione assolutamente ordinaria. Ma questa è un’altra storia.

                                                      Rosalba Nola          

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