WEN – ODIO – I riccioli di Emma – Maria Dina Tozzi

Non riesce a prendere sonno. Troppi problemi, a casa e sul lavoro.

La tata di Emma, la bambina che l’ha spogliata di ogni leggerezza dieci anni prima, le ha appena detto che vuole il suo mese di ferie per andare a trovare la famiglia in Perù. Ma lei come se la caverà senza aiuto? Lorenzo è partito ieri per due settimane di missione all’estero. Almeno lui, ogni tanto, può permettersi di diventare Lorenzo e basta. Anche questa volta toccherà a lei logorarsi l’anima e sperare di trovare qualcuno disposto a prendersi cura del suo angelo, biondo e con gli occhi azzurri, ma senza ali. Per sempre seduto sbilenco su una sedia a rotelle.

E poi l’ennesima grana in ufficio. Stamani una collega é venuta a dirle di aver scoperto che qualcuno timbra la pausa pranzo, uscita ed entrata, e poi se ne va fuori a farsi gli affari suoi. Un furbetto del cartellino! No, non ci crede: nessuno dei suoi, considerata l’aria che tira nella pubblica amministrazione, può essere così stupido o così fetente. Lei è una che si fida. Deve fidarsi, altrimenti anche il lavoro diventerà un incubo e non potrà più guardarsi allo specchio e vedere solo Alma, una donna che si fa strada nella vita. Nonostante il resto o forse proprio per quello.

Domani chiamerà l’ufficio del personale per avere i tabulati delle timbrature e si metterà a spulciarle con la speranza di essersi sbagliata. Ora, però deve azzerare tutto e lasciarsi intorpidire dal calore semplice del letto. È il momento in cui si libera della sua giornata. Si è guadagnata il diritto di lasciarla andare. Sempre che Emma non si svegli.

Prima di spengere la luce da un’ultima occhiata al cellulare di servizio: non sia mai che il Direttore abbia deciso di mandarle il messaggio della buonanotte, di quelli ansiogeni che la fanno svegliare un’ora prima del solito.

Il messaggio c’è, ma non viene da lui: “Attenta perché vengo col fucile e ammazzo te e la tua handicappata”. Una mano invisibile le stringe la gola e gliela chiude. Una voce sorda le rimbomba nell’orecchio: ammazzo te e la tua handicappata.

La mano ora le preme forte sul petto e la tiene ferma mentre l’olio lento e vischioso dell’odio comincia a colarle addosso. Sente solo il tamburo del cuore e quello dei pensieri: il primo è per Emma. Chissà se quel liquido immondo ha già raggiunto anche lei, appiccicandosi ai suoi riccioli e trasformandoli in una cortina di spago grigio che non le lascia vedere la luce.

Non si chiede perché qualcuno la vuole morta, ed Emma con lei. Di domande così si è straziata per anni dopo che lei è nata. Sono inutili. Eppoi, quel qualcuno, un minimo di compassione ce l’ha. Le farebbe fuori tutte e due. Insieme.

Ormai è completamente avviluppata nell’olio: neppure un poro è rimasto libero. Ora può inspirare solo odio e buttarne fuori altrettanto.

Chi la minaccia non ha capito che l’unica cosa di cui ha veramente paura le succede tutti i giorni. Da dieci anni.

Non si chiuderà in casa. Non smetterà di guardare fuori dalle finestre per paura di incontrare quel fucile.

Domattina, dopo l’ennesima notte insonne, andrà dai Carabinieri e farà la sua denuncia. Poi telefonerà al Direttore, gli racconterà del messaggio e dei suoi sospetti e gli chiederà di mettere sotto sorveglianza l’ufficio. Entro due giorni, non uno di più. 

Giovedì tornerà alla sua scrivania. Nell’ultimo cassetto metterà il coltellino svizzero che ha trovato in montagna quest’estate.

Nessuno insozzerà i riccioli di Emma. Nessuno ruberà a lei le sue ore d’aria.

di Maria Dina Tozzi

Una risposta a “WEN – ODIO – I riccioli di Emma – Maria Dina Tozzi”

  1. Racconto ben condotto dall’inizio alla fine; a tutto tondo la figura della protagonista, fragile e determinata a un tempo, come i biondi riccioli della piccola Emma. Brava.

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