
Alzò lo sguardo tranquillo, mentre il cuore a sinistra nel petto ritmava la sua serenità d’animo; l’occhio percorse il vecchio cortile fermandosi sulla porta serrata della rimessa e tutto cambiò. Un astio sordo dalle viscere montò su fino al torace e poi più su fino al cervello e, mentre le orecchie s’infiammavano, il battito cardiaco a manca nel petto cessò e il cuore a destra della cassa toracica iniziò a pulsare freneticamente e col sangue in bollore diffuse quell’astio sordo per tutto il corpo e per tutta l’anima.
Sì, proprio così, “Due cuori e una capanna!”, solo che la capanna era il corpo di Hermann Levi Al-Ghazzawi, il ragazzo nato con due pompe cardiache! Per questo tutti lo chiamavano “Zwei Herzen” “Due cuori”, spesso abbreviato in “Zwei” e tra gli uomini costituiva un ?n?c?m, tenuto sotto controllo e studiato da cardiologi di tutto il mondo, fin dalla nascita.
Sua madre, dopo averlo partorito, era rimasta sei mesi in Maternità, servita e riverita da tutti, mentre Zwei passava da una visita medica a un’altra per essere analizzato e studiato da scienziati di fama mondiale; questi, brancolando nel buio totale, non si capacitavano tra l’altro di due cose: in che modo egli potesse vivere con due apparati cardio-vascolari intercomunicanti invece di uno solo e per qual causa quello di sinistra si attivasse solamente nei momenti di calma, appagamento e benessere, mentre quello di destra, messo in lista d’attesa il primo, entrava in funzione col sopraggiungere dell’ira o sentimenti affini, pur mantenendosi comunque vivi e vitali entrambi sia in stand by sia in piena attività funzionale.
Passati i sei mesi Frau Levi Al-Ghazzawi, col piccolo Zwei avvolto in una coperta, fu bloccata all’uscita della Maternità, a due passi dall’auto a motore acceso del marito Her Levi Al-Ghazzawi e ai medici che chiedevano spiegazioni rispose “Ci siamo seccati di rimanere qui; Zwei ha due cuori?! Beh, che c’è di strano?! Abbiamo internamente anche due polmoni e due reni ed esternamente un sacco di organi che sono doppi! Vogliamo tornare a casa!”. Alla fine il compromesso: la famiglia avrebbe vissuto una vita quasi normale nella propria abitazione, mentre Zwei si sarebbe regolarmente sottoposto per il resto dei suoi giorni a visite mediche periodiche e le sue vacanze con genitori o senza, totalmente a carico delle Istituzioni per la Salute, si sarebbero svolte in concomitanza ai convegni di cardiologia, sparsi nei più svariati angoli del mondo. Così era stato e il bambino era cresciuto normalmente con i suoi due cuori, superando malattie esantematiche infantili, crisi adolescenziali, prime delusioni amorose, raffreddori e influenze e vivendo soggiorni splendidi in lussuose località della terra.
A scuola non aveva mai brillato, ma, superata la maturità, era stato assunto da una potente multinazionale farmaceutica – fatto inevitabile- ed era andato a vivere da solo, prendendo in affitto un bell’appartamento nel centro della città, con tanto di corte interna e garage.
La sua vita trascorreva abbastanza serena con diverse “affettuose amicizie” con giovani donne e Zwei insieme allo staff medico si chiedeva per qual motivo i piaceri del sesso, pur frenetici e tumultuosi a volte, fossero alimentati sempre dal cuore a sinistra e mai dall’altro. Naturalmente anche su tale argomento furono fatti convegni internazionali, a cui il giovane ?n?c?m partecipava, godendosi la sua confortevole vacanza a costo zero, mentre a sinistra il suo cuore ritmava un placido blues.
Qualche anno fa, però, qualcosa contrariò fortemente Zwei e la sua pompa cardiaca di destra prese a funzionare con frequenza inusitata rispetto a quella a manca. Il proprietario di casa gli comunicò che si sarebbe ripreso immediatamente la rimessa per affittarla a una famiglia di immigrati, sbarrando l’uscio che dava sul cortile; Zwei a sua volta gli chiese una congrua diminuzione della quota pigionale, ottenendone un deciso rifiuto: “Non le ho mai aumentato il canone e l’inflazione s’è mangiata parte dei miei guadagni; l’affitto rimane il solito e, se non le va bene, s’accomodi: quella è la porta! Un appartamento centrale come questo, ampio e luminoso com’è, lo riallogo subito e con una maggiorazione di duecento euro!”. Zwei non voleva cambiare alloggio e ingoiò il rospo, ma da quel dì iniziò a covare ruggine e rabbia.
Arrivarono i nuovi inquilini, una coppia con prole numerosa, rumorosa e in continua crescita, con uno stile di vita assai diverso da quello di Zwei, che giorno dopo giorno, anno dopo anno divenne sempre più insofferente nei loro confronti, rei –a suo dire- di aver occupato forzosamente il “suo” garage; il cuore di destra del giovane pompava rabbia e ruggine rancore e risentimento e gridava vendetta. Ci voleva un piano.
Zwei acquistò un suv super rinforzato, più simile a un carro armato che a un’automobile e attese l’imminente festa di compleanno di uno dei marmocchi.
Arrivò il giorno fatidico e, quando la rimessa ormai traboccava di grida musica aromi speziati e amici, mentre il cuore di destra di Zwei pompava sangue e livore, egli montò in auto e col piede pigiato fino in fondo sull’acceleratore puntò dritto sulla porta sprangata, deciso a sfondarla e piombare sulla massa di persone festanti come l’angelo sterminatore. Il suv balzò in avanti come un leone e così pure, in Zwei, la pressione del sangue, il quale, partendo dal cuore di destra, fece la massima forza sulle valvole cardiache di sinistra ermeticamente chiuse; le ruote del suv mordendo lo sterrato del cortile vi lasciarono due solchi profondi a mo’ d’aratura e solchi analoghi, in Zwei, indebolirono le porte del cuore a manca, che si spalancarono una dopo l’altra: la valvola tricuspide la polmonare l’aortica la mitrale; la potenza d’urto fu tale che in parte il fiume di sangue squarciò il cuore di sinistra e gli attigui vasi sanguigni, in parte stornò e provocò altrettanto danno in quello di destra e la morte istantanea. Zwei pensò in un attimo di inutile lucidità, , “Ma che accidenti sto facendo?” e pesante il suo capo s’abbatté sul clacson, che iniziò a suonare in un c?nt?n??m assordante, mentre l’auto, priva della pressione del piede sull’acceleratore, si fermò a pochi centimetri dalla porta sprangata.
Nella rimessa intanto la festa di compleanno impazzava; qualcuno alla fine avvertì quel suono di clacson incessante e chiese al padre del festeggiato cosa fosse… “È il nostro vicino di casa, una persona di gran cuore… si dice… d’oro… è il suo modo di partecipare alla nostra festa… lui è così che ci onora… Come si dice: Country you go custom you find: Paese che vai, usanza che trovi! Un’altra tazza di tè allo zenzero, prego?”
di Miriam Ticci

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