WEN – OSSESSIONE – La vera mamma – Brunetto Magaldi

Milena Lodovici, diciassettenne liceale, aveva improvvisamente saputo di essere stata adottata.
L’aveva scoperto un giorno quando, in assenza di suo padre, in un cassetto del suo studio, casualmente aveva trovato una busta ingiallita con l’intestazione “Tribunale dei minori”.
L’aveva aperta ed estratta una serie di documenti, dopo averli letti e riletti con crescente sgomento, aveva appreso che quei documenti riguardavano proprio lei.
Erano le pratiche relative all’affido di una bambina e poi quelle della definitiva adozione.
E quella bambina era lei.
Edoardo e Lucia, quelli che credeva essere i suoi genitori invece non lo erano e non le avevano mai detto nulla.
A cena aveva affrontato i suoi genitori (li poteva chiamare ancora così?) ed aveva finto di accettato le loro imbarazzate giustificazioni sul perché non glielo avessero mai detto.
Glielo avrebbero detto al compimento dei diciotto anni per non turbare la sua infanzia e la sua adolescenza.
Chissà.
In fondo l’avevano trattata sempre come una vera figlia e con tanto amore l’avevano allevata.
Ma voleva sapere chi era la sua vera madre.
E nei giorni successivi, saltando la scuola, fece la spola fra uffici gli dell’anagrafe, del tribunale dei minori, dei vari ospedali e cliniche private, delle strutture che si occupavano dei bimbi abbandonati,  trovando sempre alle sue richieste un muro di gomma.
Ma non desistette, ormai era diventata una vera ossessione: voleva a tutti i costi sapere il nome della sua mamma!
Soltanto dopo venti giorni di inutili ricerche, alla clinica Santa Marta appena fuori città, ebbe la fortuna di trovare un’amica che era impiegata nella segreteria amministrativa e che, dopo molte insistenze le permise di consultare il registro delle nascite.
Il 7 settembre 2005, la data della sua nascita, nella clinica erano nate solo due bambine.
La madre di una di queste era registrata solo col codice 999.
“Madre che non vuole esser nominata “le spiegò l’amica” e pertanto il neonato può essere dato in adozione”.
Quella doveva esser la sua mamma.
E dopo averla partorita l’aveva rifiutata!
Perché la sua vera mamma l’aveva rifiutata?
Era una single che non poteva permettersi un figlio?
No, non avrebbe partorito in una clinica privata oltre tutto molto costosa.
Era forse la conseguenza di uno stupro o di una relazione adulterina?
In questi casi perché non aveva abortito?
Forse un figlio avrebbe potuto ostacolare la sua carriera?
Tante le ipotesi che le passarono per la mente.
Tornò a casa e si buttò sul letto.
Si rivoltò per tutta la notte e la mattina non si alzò. Aveva la febbre alta.
Poi per tutto il giorno fra dormiveglia e sonni agitati si ripeteva ossessivamente:
“Chi è la mia vera mamma? Perché mi ha rifiutato?”
Si risvegliò sfebbrata il giorno dopo e si trovò accanto al letto Lucia che le porgeva una rinfrescante tazza di tisana
“Dove sono?”  chiese.
“Sei nelle tue stanzetta cara” le rispose Lucia” Hai avuto la febbre alta ma ora ti è passata.  Ti ho vegliato per tutta la notte e se non ti passava la febbre, stamani avremmo chiamato il dottore, ma, grazie a Dio, non ce n’è bisogno. Bevi che ti farà bene.”
Si allontanò Lucia e Milena bevendo dalla tazza si chiese “Voglio veramente sapere chi è la mia vera mamma? La donna che mi ha partorito e poi mi ha abbandonato? Certo sarà stata per lei una decisione molto dolorosa. Provo per lei una grande pietà ma se venissi a conoscerla sarebbe per me un’estranea. Ma chi è la mia vera mamma?”
Tornò Lucia a riprendere la tazza e Milena tendendole le braccia esclamò “Mamma ti voglio bene!”

di Brunetto Magaldi

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