WEN – PARENTI – Inviti ad un matrimonio – Luigi De Rosa

Gli inviti erano pronti.
Il matrimonio si sarebbe celebrato in primavera, dopo le festività pasquali, in modo da permettere agli anticicloni di portare un caldo sicuro, salvo bombe d’acqua occasionali e devastanti che non potevano essere previste. Ma Giulio e Claudia non potevano predire il futuro, quindi optarono per il mese d’aprile sperando che il tempo sarebbe stato dalla loro parte.
Ma non era la data che li preoccupava. E nemmeno il catering, o il vestito, o la chiesa dove officiare la cerimonia. Tutte queste cose erano bazzecole rispetto alla grande questione che avevano deciso di lasciare per ultima: gli invitati.
Non che i futuri sposi fossero degli asociali. Anzi con tutti gli amici che avevano avrebbero potuto radunare un esercito e proclamare la nascita di una nazione indipendente. Non erano gli amici il problema, ma i parenti. Le cerimonie religiose come il matrimonio tendevano ad attirare consanguinei come il miele le mosche. Persone che si definivano “familiari” ma che non si facevano vedere se non quando faceva loro comodo, improvvisamente dovevano rientrare nella cerchia intima di una persona per via di un legame di sangue o parentela acquisita. Era, come si diceva, un “atto dovuto”.
Ma sia Giulio che Claudia non erano entusiasti di questo. Non sopportavano l’idea di dover invitare quei parenti che non vedevano da anni e verso cui provavano solo sopportazione, fastidio o rabbia.
Ma i loro genitori insistevano. <Non possiamo non invitare tuo cugino Massimo> disse una volta il padre di Giulio al figlio. <Anche se suo padre ha rotto i contatti con noi e suo figlio è stato per alcuni anni in prigione per spaccio, è comunque un parente e non possiamo escluderlo>
La madre di Claudia non era da meno. <Senti, so che non sei particolarmente affezionata a mia cugina Susanna, specialmente dopo quella scenata in cui ha detto che sei solo una raccomandata, ma sai com’è fatta. Se non la invitiamo potrebbe fare molto peggio>
Giulio e Claudia avevano persino pensato di sposarsi in inverno, a pochi giorni dal Natale, in modo da limitare il numero degli invitati e così liberarsi dell’obbligo di dover invitare tutti e due i loro “clan” per intero, ma così facendo avrebbero impedito a molti loro cari amici di venire e questo non potevano permetterlo.
Ma era loro intenzione lasciare qualcuno fuori comunque, perché certe persone non solo davano fastidio al loro parente pronto a sposarsi, ma anche al futuro coniuge.
<Non penserai di far venire i tuoi cugini di terzo grado Raimondo e Cristiano??> disse Giulio una volta a Claudia. <L’ultima volta che li ho visti hanno provocato una rissa e per poco ci è scappato il morto>
<No certo che no> rispose lei. <Ma tu non devi far venire tua cugina Masha….Sasha….o come si chiama. Quella coi capelli rossi che però si tinge sempre di verde neanche volesse sembrare un festone di Natale. Quella volta che la invitasti per festeggiare la vittoria al concorso si è portata dietro un fidanzato di estrema destra che mi ha guardato il fondoschiena per tutto il giorno. Avevo paura di rimanere da sola con lui nei paraggi>
Giulio depennò il nome di Aisha (così si chiamava) e fu molto felice di farlo perché aveva saputo che la cugina era stata arrestata per aver lanciato dell’acido contro un ex del fidanzato.
Insomma entrambi gli sposi avrebbero fatto volentieri a meno di molti dei loro familiari, ma le regole “sociali”, dure a morire anche in un’epoca dove si diceva che la “famiglia fosse in crisi”, imponevano di scegliere dei candidati tra i meno ipocriti, assenti, cafoni e maleducati fino al quinto grado.
<Ok. Facciamo così. Li invitiamo alla cerimonia, ma (Dio non voglia che decidano di presentarsi) non li invitiamo alla cena. Useremo come scusa problemi economici che ci impediscono di offrire da mangiare ad una città intera dopo le varie spese per il matrimonio> propose Giulio.  
<Ottima idea, ma allora perché non prenotiamo in un posto molto isolato e difficile da raggiungere? Così saranno ancor meno invogliati a venire>
<Direi che è perfetto>
Giulio e Claudia si baciarono. Niente, ma sopratutto nessuno, avrebbe rovinato il loro matrimonio.

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Una risposta a “WEN – PARENTI – Inviti ad un matrimonio – Luigi De Rosa”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Fantastico!!
    Tutti gli sposi hanno questi problemi, oddio diciamo problemi simili.. per fortuna..:)

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