WEN – PARENTI – Una famiglia di stranieri

Appartengo a una famiglia di stranieri. Da sempre. Di solito si è stranieri rispetto a qualcun altro. I miei parenti, invece, sono spesso, o forse sempre, stati stranieri tra loro. Non credo ci sia un motivo particolare, se non forse un’abitudine familiare ma difficilmente i miei antenati si sono trattenuti molto più di un paio di generazioni nella stessa città e talora nello stesso Stato.

Partiamo da vicino: io sono nato a Roma nel 1964 e vivo ormai, anche se non in modo continuativo a Firenze dal 1991. Qui è nata mia figlia Federica, che, al momento è da tre anni a Colonia, in Germania. Mia moglie è quasi sempre stata a Firenze ma è nata a Terni, come sua madre. Suo padre era di Foligno.

I miei genitori erano di Roma come me, ma i fratelli di mia madre sono nati a Berlino, Atene e Madrid, quello di mio padre a Perugia. Le mie sorelle sono nate a Roma e New York. I miei cugini sono nati a Roma, Napoli e New York.

Mio nonno paterno, Carlo Menzinger di Preussenthal, era nato a Perugia e sua moglie Sylvia Jucker a Manchester, in Inghilterra.

Guido, il padre di Carlo, era nato a Napoli, sua moglie Teresita Ruata era nata a Bergamo, ma il padre Carlo Ruata era, credo, di Cuneo.

Penso che il padre di Guido, Giulio, morto a Napoli, vi nacque anche. Suo padre Giovanni Nepomuceno era invece nato in Württemberg (sud della Germania) e morto a Brunn. Il padre di lui, Karl Benedikt Hieronimus Menzinger, era nato a Waldsee (Renania tedesca) e morto a Tettnang (Baden-Württemberg tedesco). Era figlio di Anton Josef, nato a Bregenz, in Austria. Il padre Mazimilian Konrad era di Neustadt (credo quella in Renania) e morì a Kostanz, città tedesca vicino al confine svizzero. I loro antenati, Raphael, Conrad e, infine, Abrahm erano di Möskirch (credo l’attuale Meßkirch nel Baden-Württemberg).

Mia nonna Sylvia era inglese, ma mentre sua madre Dora Jucker era nata come lei a Manchester, suo padre Enrico Jucker era di Salò. La madre Luisa Fontana pare fosse lombarda, di Legnano, il padre Albert Jucker invece era svizzero.

Il padre della mia bisnonna Dora Jucker, Jean Jacques, era anche lui di Manchester, ma sua moglie, Selina Anderson era scozzese, credo di Edimburgo, o almeno gli Anderson vengono da quella zona. Sua madre, anche lei Selina, era una Webster ma non so da dove venisse.

Mio nonno materno, Alfonso d’Aquino, era di Napoli e così suo padre Alessandro. Il padre di Alessandro. Tommaso Enrico d’Aquino non so dove sia nato ma, come suo figlio, era Principe di Caramanico, Duca di Casoli (Chieti, in Abruzzo), Marchese di Francolise (Caserta, Campania) e Conte di Palena (di nuovo Chieti). Lo stesso vale per suo padre Giuseppe e suo nonno Tommaso Landolfo, mentre il suo bisnonno era Vicerè delle Due Sicilie. I d’Aquino sono anche Patrizi di Benevento e Nobili di Taranto.

La madre di Tommaso Enrico d’Aquino si chiamava Carolina Andrev ed era nipote di Pierre Murat (famiglia francese).

Il mio bisnonno Alessandro d’Aquino era invece figlio di Teresa di Sangro di San Severo. La tomba di famiglia a Napoli è una sorta di monumento nazionale, ma la famiglia veniva dall’Abruzzo e discendevano da Berardo il Francisco, di origine franca.

La madre di mio nonno Alfonso era Teresa De Angelis Effrem di Torre Ruggero (Catanzaro), famiglia patrizia di Bari e Trani.

I d’Aquino hanno discendenze longobarde, normanne e tedesche (Hohenstaufen).

Mia nonna Gabriella Reichlin, nata a Napoli e morta a Roma, era figlia di Alfredo Reichlin, nato a Napoli e morto in Svizzera, e nipote di Adolfo Reichlin, nato e morto a Napoli, mentre suo padre Melchiorre, svizzero, era nato a Steiner e il padre di lui era invece nato a Schwyz (sempre in Svizzera).

La madre di mia nonna Gabriella, Beatrice Telesio di Toritto, era nata a Napoli, ma morì a Breganzona, in Svizzera. Suo padre Bernardino Telesio era invece di Trani (Puglia), dove nacque e morì. Anche sua moglie Enrica Caravita di Toritto morì a Trani. La madre di Bernardino, Beatrice Antonacci, era pure di Trani. La madre di Enrica, Maria, era di nuovo una d’Aquino, figlia dei già citati Tommaso Enrico e Teresa Di Sangro. La madre di Beatrice Antonacci era invece Chiara Casanova dei Marchesi della Valle, famiglia credo di Napoli.

Insomma, quando mi chiedono di dove sia, rispondo italiano, e tale è la mia cittadinanza, oppure romano, in quanto sono nato lì, fiorentino perché a Firenze vivo, ma credo che la definizione più corretta sia europeo.

di Carlo Menzinger di Preussenthal

6 risposte a “WEN – PARENTI – Una famiglia di stranieri”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Ah questo ingarbuglio di zii e discendenti da tutta Europa in qualche modo mi consola.. i miei si son spostati tra due regioni, anzi tre.. e mi sembrava una gran confusione dover elencare i vari paesi dove ho vissuto.. ma in confronto ..mi va di lusso!!
    Simpaticissimo leggerti.

    1. Mi faceva piacere lasciare una traccia di questa complicata ascendenza. Prima o poi dovrò scriverne meglio e di più.

  2. Carlo, ma davvero la tua trisnonna apparteneva al casato del principe Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero?!!! Ho letto alcune cose su questo principe straordinario studioso illuminato e gran maestro massone, rappresentato anche in alcuni film. Quando vado a Napoli, sempre mi reco ad ammirare la cappella di famiglia con le belle statue, i versi commemorativi ed i marmi e poi…le macchine anatomiche, ma, soprattutto, quel capolavoro senza pari del Cristo velato dello scultore Giuseppe Sammartino. So che vi è un’altra “lettura” oltre a quella genealogica: un percorso iniziatico per i nuovi adepti della Massoneria ad iniziare da Cecco di Sangro, che a spada sguainata, uscendo dalla tomba, è pronto a difendere il tempio massonico dagli estranei, fino al meraviglioso Cristo velato, ai cui piedi sono posti gli strumenti del supplizio: la corona di spine, una tenaglia e dei chiodi.
    Una volta là ci trovai anche la principessa, ultima discendente dei di Sangro: anzianotta e dall’aspetto piuttosto ordinario, osservava noi visitatori come un segugio, timorosa che potessimo recar danni a tanta e tale bellezza.
    C’è davvero da essere orgogliosi di tali antenati e parenti!

  3. […] Una famiglia di stranieri – racconto per la storia di famiglia […]

  4. Molto interessante, ma vorrei fare una precisazione: la madre del nostro comune antenato, Tommaso Enrico d’Aquino (1814 – 1868) era Giovanna Carolina Andrieux (francese, certo, ma non Andrev) ed era la pronipote di Gioacchino Murat, Re di Napoli e cognato di Napoleone. Discendiamo, infatti da sua sorella, Jaquette Murat (1746-1836), nonna di Giovanna Carolina (Jeanne Caroline). Il padre di Tommaso Enrico, Giuseppe d’Aquino, sposò Giovanna Carolina nel 1811, quando Murat ancora regnava su Napoli (per conto di Napoleone).
    Saluti cordiali,
    Piero Telesio

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