WEN – PASSIONE – A ognuno la sua – Serena Taccagni

Se qualcuno gli chiedeva quale fosse la sua più grande passione, la sua mente andava sempre lì, senza esitazioni. Ma non lo diceva mai perché lei lo avrebbe guardato storto, avrebbe bofonchiato e poi, una volta soli, si sarebbe lamentata ore e ore.

Così sviava e rispondeva le passioni prese in prestito dagli amici, come il calcetto, fare giardinaggio, la playstation sul divano.

Ma poi immancabilmente la domenica mattina presto vestiva i suoi panni e poco importava che lei poi lo facesse morbido tutta la settimana a venire.

Si concedevano un intero sabato  insieme e questo, almeno per lui, era alla fine il giusto compromesso per la felicità. Poi, col tempo, lei si era ammorbidita e non si lamentava più di tanto, si era abituata a quei ritmi e i suoi compagni di caccia avevano cambiato registro, erano passati da “ Povera ragazza è sempre così arrabbiata “ a “ Chissà come mai non si lamenta più, forse ha trovato con chi rimpiazzarti? “, e giù risate. Lui permaloso come solo un adolescente timido sa essere, mentre la domenica puntava i cinghiali nel bosco, aveva iniziato ad avere visioni di lei che si rotolava tra le braccia di qualcun altro. Che fosse Giulio che non andava più a caccia e che aveva sostituito questa passione con quella per sua moglie? Che gli altri lo sapessero e non volessero dirglielo solo per divertirsi alle sue spalle?

Lui iniziò così a mancare qualche buon colpo, un giorno ogni tanto, con quel suo pensiero molesto che si affacciava nella sua mente.

Una mattina particolarmente limpida e gelida mancò un bellissimo esemplare di cinghiale adulto, in bella mostra lì davanti a sé. “Basta” si disse “Devo arrivare a dare un’ occhiata a casa”. Si allontanò dal gruppo senza farsi vedere e avviò l’auto. Avrebbe impiegato meno di un’ora, solo uno sguardo veloce, buttare un occhio e tornare indietro. “Dirò che mi sono perso, semmai dovessero chiedersi dove sono finito”

Guidava nervoso, incredulo di sé stesso, mollare così su due piedi la battuta di caccia, e continuare a immaginare lei che rideva con qualcun altro, che baciava un altro uomo. La gelosia pervase tutto il suo corpo con un brivido intenso.

Era quasi fuori dal bosco, quando un gruppo di cinghiali gli si parò davanti. Fu in quel momento che la sua immensa atavica passione sbriciolò la gelosia e ne inghiottì i pezzi a uno a uno.

Si fermò inchiodando sulla terra fredda, prese il fucile e ne fece fuori due grossi esemplari, senza nemmeno rendersi conto di come questo fu possibile. Mira perfetta, “Godiamocela” si disse, in fondo lei ora era tranquilla e per lui questo era un giusto compromesso, che facesse ciò che voleva. Sorrise e sentì la sua passione scorrergli di nuovo nelle vene, più forte di prima.

di Serena Taccagni

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