WEN – PASSIONE – Red passion – Silvia Taccagni

Claudio era emozionato

Il 14 Febbraio finalmente era arrivato; il loro primo San Valentino, il primo da quando lui e Gioia erano diventati una coppia.

Anche se, a dire il vero, erano diversi anni che si conoscevano e tra loro vi era sempre stata una forte alchimia.

Entrambi però avevano sempre mantenuto un certo distacco.

Poi una sera lei era entrata al pub con addosso un succinto abitino rosso e Claudio era stato travolto dalla passione.

Poi la medesima sera un ballo guancia a guancia e lui e Gioia da allora erano diventati una cosa sola.

Oggi, a quasi un anno di distanza, in occasione della festa degli innamorati, lui voleva far sentire alla sua donna tutto l’amore che provava per lei, tutta la passione che lo colpiva come uno tsunami, ogni volta che la pensava.

E ora era lì ad addobbare di rosso, rosso come la passione, tutta la casa in attesa che lei arrivasse.

Aveva preparato anche una cena a quattro portate, nonostante Gioia fosse perennemente a dieta e per questo non gradisse essere messa di fronte a certe tentazioni.

Aveva faticato un bel po’ per perdere quei chili di troppo e non aveva certo intenzione di allontanarsi dal suo attuale regime alimentare.

E questo lui lo sapeva bene, ma aveva pensato che per una volta non sarebbe certo cascato il mondo se lei si fosse lasciata prendere dalla passione anche a tavola.

E a tal proposito, aveva comprato una speciale torta con crema a base del medesimo frutto.

Poi aveva preso una moltitudine di rose, naturalmente rosse e le aveva distribuite per tutta la casa, per terra aveva sparso migliaia di petali rossi, in un lunga scia che dalla porta di ingresso portava alla camera da letto dove aveva posizionato il suo regalo per lei, rigorosamente ricoperto con carta rossa.

E poi cuori rossi in ogni dove, cuori rosso passione.

Preso dall’ euforia non si era fermato un attimo e adesso cominciava ad accusare un po’ di stanchezza.

Tra l’altro Gioia sembrava essere in ritardo; così nell’ attesa aprì una bottiglia di vino e bevve un paio di bicchieri, seduto sul divano.

Improvvisamente sobbalzò svegliato dal timer del forno; evidentemente si era appisolato.

Era confuso; sentiva addosso una strana inquietudine.

Aveva in mente immagini pesanti, fotogrammi che riportavano a momenti carichi di dolore e sofferenza.

Un vago ricordo di urla, urla di rabbia e poi urla di disperazione; doveva aver fatto proprio un brutto sogno.

Guardò l’orologio; aveva dormito parecchio.

In casa, oltre all’insistere del timer, il silenzio.

Ma che fine aveva fatto Gioia; perché non era ancora arrivata.

Iniziò ad agitarsi; era preoccupato.

Si alzò per andare a prendere il telefono.

Si guardo’ intorno.

C’era tanto rosso; il rosso delle rose, il rosso dei petali, il rosso dei cuori e poi rosso sulle pareti, sul pavimento e sulle sue mani.

C’era tanto rosso, troppo rosso, molto più rosso di prima.

E mentre varcava la soglia della cucina i suoi piedi impattarono in qualcosa; era il corpo di Gioia.

Era adagiata per terra, con gli occhi sbarrati.

Anche lì intorno era tutto completamente rosso; le mattonelle sotto di lei, i pensili, i piatti ancora sul tavolo e quel grosso coltello, abbandonato lì, sul pavimento, vicino a una ciocca ormai rossa dei suoi capelli.

Era tutto completamente rosso, rosso come la passione che avevano provato l’uno per l’altra, quella passione che li aveva travolti, evidentemente fin troppo .

di Silvia Taccagni

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