
Si alza in fretta; la sveglia non ha suonato o forse sì e lei non l’ha sentita.
Già sa che la troverà lì, appena fuori dalla stanza, immobile ad attenderla.
Infatti eccola sul ballatoio, fra le scale che scendono da basso e la porta del bagno, che la osserva con fare severo.
Ha quell’espressione di rimprovero come a ricordarle che ha di nuovo sbagliato.
Non apre bocca; non lo fa mai, ma Sonia è consapevole di quello che, con il suo sguardo, intende dirle.
Sono cose che già sa; deve stare più attenta, la situazione non è delle migliori e con il suo comportamento non può fare altro che peggiorarla.
In meno di cinque minuti è già vestita e pettinata e si mette subito all’opera per cercare di recuperare il tempo perso.
La signora Pi visiona per un po’ la situazione, poi si ritira nelle sue stanze e Sonia riesce tranquillamente a finire di svolgere le sue incombenze appena in tempo per il rientro di suo marito.
Si sente sollevata e rabbrividisce al pensiero di come sarebbe andata a finire se lui l’avesse trovata ancora intenta a sistemare; anche solo se le fosse rimasto da posizionare l’ultimo piatto in tavola.
Sente di nuovo la sua presenza; solleva lo sguardo e in cima alle scale la vede; è lì che la osserva con quel suo sguardo di sfida, come a dire:” attenta, che non ti perdo mai d’occhio.”
Stavolta però lei è stata brava; tutto come dalla tabella di marcia.
La signora Pi si trattiene pochi secondi e poi si congeda di nuovo.
Dopo il pranzo, svoltosi in rigoroso silenzio, interrotto di tanto in tanto dalle comande del suo lui, Sonia velocemente sparecchia.
Poi prepara il caffè che serve a suo marito sul divano del salotto e che lei beve nel cucinino per non disturbare.
Nel pomeriggio, quando lui è già rientrato al lavoro, dopo aver sistemato in cucina, si concede un attimo di relax, sostando in modo provvisorio sul divano.
Ma già sa che la pacchia durerà poco.
Ecco infatti la signora Pi che scende le scale e le si para davanti con le braccia conserte, decisamente indispettita, a ricordarle che in quella casa è severamente vietato poltrire.
Sonia non riesce a sostenere a lungo il suo sguardo truce e si vede così costretta ad alzarsi.
Inizia a spolverare e per accompagnare il lavoro accende la radio.
La cosa non è vietata, tutt’altro; nel tempo è stato verificato che procedere a ritmo di musica accelera il lavoro di Sonia.
Improvvisamente partono le note di una vecchia canzone e lei viene catapultata di colpo in un altro tempo, quello in cui i suoi sogni erano ancora molti e la speranza di poterli realizzare era ancora forte.
Si blocca; la rabbia adesso la fa da padrona.
Ma come si era potuta ridurre così; comandata a bacchetta e controllata a vista.
Fumicante come un bollitore sulla fiamma, inizia a salire le scale.
Giunta in cima si imbatte ancora una volta nella signora Pi che le punta il dito, intimandole di tornare sui suoi passi per proseguire il lavoro.
Ma oggi no, oggi lei ha preso una decisione; quella che rivoluzionerà la sua vita.
Oggi non si farà intimidire.
Oggi farà le valigie e se ne andrà da lì.
Le passa accanto senza guardarla e si dirige in camera.
Quando se ne esce con le sue poche cose, le sembra che il corridoio si sia fatto più lungo.
Vede la signora Pi là in fondo, dalla parte opposta alle scale e nel suo scendere lei si fa sempre più lontana, fino a divenire un impercettibile puntino.
Una volta fuori si volta indietro e la vede per un’ultima volta che la osserva da una delle finestre del piano di sopra, con sulla faccia una smorfia di disappunto e di rassegnazione.
Sonia continua a camminare, felice di potersi lasciare alle spalle quella casa e coloro che lì sarebbero rimasti; suo marito e la sua Paura.
di Silvia Taccagni

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