WEN – PAURA – Paura sul canale – Sergio Calamandrei

La tempesta aveva colpito Venezia quella sera, il vento soffiava forte e le onde del Canal Grande si infrangevano rumorosamente contro le sponde. Giovanni camminava lungo il canale verso casa, lottando contro la pioggia che gli frustava il viso e il vento che gli faceva sbattere gli occhi.

Mentre procedeva a fatica, barcollando e stringendo i denti, gli parve di scorgere un’ombra, rapida ed e sinuosa, muoversi in una calle. Si ricordò di quando aveva visto per la prima volta le maschere del Carnevale di Venezia. Aveva solo sei anni. Si era trovato nella Piazza San Marco con i suoi genitori, e l’atmosfera era elettrica, con la gente che si muoveva tra le bancarelle e le maschere che si aggiravano ovunque. Ma Giovanni si era spaventato profondamente vedendo quelle maschere, alcune così realistiche da sembrare vive, altre così strane da apparire fuori dal mondo. La paura lo aveva fatto aggrappare alla mano di suo padre con forza, cercando di non perdere mai di vista i suoi genitori.

Ora, anni dopo, mentre la tempesta lo colpiva, quella paura sembrava essere tornata a fargli visita.

Il canale si agitava, come se nascondesse qualcosa di oscuro, di inquietante. Sentiva il fruscio dell’acqua sotto i suoi piedi, la pioggia che gli scivolava lungo il collo e la schiena, il vento che gli sbatteva i capelli contro la faccia. Era come se gli elementi stessero cercando di spingerlo via, di farlo desistere dal suo cammino verso casa.

Un lampo accecante squarciò il cielo, seguito da un tuono fragoroso. Giovanni sobbalzò. Poi udì un suono cupo e ritmato, come un tamburo di morte. Si fermò di nuovo, cercando di capire cosa fosse quel rumore.

Il cuore gli batteva forte nel petto, e sentiva le mani sudate. La paura lo aveva invaso, come una vecchia amica che ritorna per ricordargli il suo potere.

Fece qualche passo indietro, pronto a scappare, ma poi decise che stavolta sarebbe stato diverso. Strinse i pugni. Si avvicinò alla calle e vide solo un cartello sbattuto dal vento contro una parete.

Sentì il legno ruvido del cartello sotto le sue dita, la superficie fredda e bagnata. Si sentì sollevato e ridicolo allo stesso tempo. Proseguì, come preso da euforia, non badando più alla pioggia; adesso era una gelida carezza.

Arrivato a casa, si tolse la giacca bagnata e sedette sul divano, ancora tremante ma felice. Guardò fuori dalla finestra e vide la pioggia che continuava a cadere. Sorrise.

Era lì, a Venezia, pronto a uccidere ogni sua paura con una spada affilata come una lametta. E niente avrebbe potuto fermarlo.

di Sergio Calamandrei (testo prodotto dall’intelligenza artificiale ChatGPT “promptato” e rielaborato da Sergio Calamandrei)

Una risposta a “WEN – PAURA – Paura sul canale – Sergio Calamandrei”

  1. Una Venezia inedita…noir…mi è piaciuto il racconto, ma non so se congratularmi di più con te, Sergio, oppure con ChatGPT! Naturalmente scherzo; bravo Sergio!

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