La donna guardò la figlia come se la volesse strangolare, quindi, con voce gelida, sibilò: «Tu non frequenterai più quel ragazzo. Senza “se” e senza “ma”. Discorso chiuso.»
«Ma mamma, Luigi è un bravo raga…»
«Basta! Non è la compagnia giusta per te, Dio sarebbe scontento e tu non vuoi dispiacere al Signore tuo Dio, vero?»
La ragazza aveva la faccia rossa e le lacrime che premevano per uscire abbondanti.
«La nostra è un’amicizia innocente e sincera» disse la ragazza, dopo una pausa carica di tensione. «Non credo che Dio avrebbe qualcosa in contrario…»
La donna la fulminò con lo sguardo, quindi andò a prendere un libro dallo scaffale.
«Leggiamo insieme la Bibbia. Ecco qui, Prima lettera ai Corinzi, 15.33. Leggi.» Ordinò mettendo il libro aperto in mano alla figlia con mala grazia.
«Conosco questo versetto, “Non siate sviati. Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”, ma…»
«E leggi anche la lettera agli Efesini 6.1.»
«“Figli, siate ubbidienti ai vostri genitori unitamente al Signore, poiché questo è giusto”. Conosco anche questo, ma ti assicuro che…»
«Hai ancora il coraggio di parlare? Sai bene che quel ragazzo non fa parte della Congregazione.»
«Ma anche lui crede in Dio, e se tu lo conoscessi meglio…»
«Ripeto, non è della Congregazione. Sarà distrutto nella battaglia di Armageddon. Tu rimani sulla retta via.»
La ragazza si alzò e se ne andò sbattendo la porta. Salì in camera sua e si buttò sul letto, dando finalmente sfogo alle sue lacrime. Non era giusto. Non era per nulla giusto. Tra lei e Luigi c’era stato uno scambio puro e innocente, non c’era affatto il peccato che ci vedeva sua madre. Riandò con la memoria al momento in cui lo aveva conosciuto, qualche mese prima. Non aveva detto nulla ai genitori proprio prevedendo una reazione del genere.
Aver conosciuto Luigi era aver conosciuto l’amore, il cuore che batte forte forte il calore delle sue mani sulle sue, il sentirsi un tutt’ uno padroni di un mondo che apparteneva solo a loro, mentre il vivere si apriva a loro, come un sole estivo.
Se questo voleva dire toccare il cielo, loro erano cielo se questo voleva dire essere tramonto, loro erano tramonto, erano tutto ciò, che gli circondava perché l’amore magicamente aveva aperto tante porte.
Non certo potevano scordassi della loro panchina che nel parco gli ospitava, Aria cosi si chiamava lei, ricordò il loro incontro, il loro conoscersi nella stagione invernale. Il freddo che di lì a poco passava si scaldavano con i loro baci i loro abbracci, tesi a proteggere il loro amore.
Ad un tratto mentre i ricordi affioravano, lei si chiese cosa centrasse con loro la Battaglia di Armageddon, battaglia fra Dio e Satana, fra bene e male? Lei sapeva che Dio era amore, e forse non erano in braccio a lui?
Quanta tenerezza, quanto timore la prima volta che scoprirono che potevano unirsi in quell’abbraccio infinito, che li portava ad essere un corpo unico, in una passione a loro sconosciuta.
Tante le domande che suscitavano le parole di sua madre, non trovavano risposte e lei capiva quanto fossero fuori tema, quanto fossero distanti da loro, era qualcosa di chiuso nel quale la fragilità delle persone piaceva viversi, punti di riferimento nei quali trovare riparo dall’imprevibilità della vita.
Indispettita e determinata aprì la Bibbia, convinta di trovare frasi o citazioni che potessero contemplare il loro amore. Un Dio cattivo, un Dio che non lascia libertà, poco convinceva Aria. Di a poco si trovo a leggere il “Cantico dei Cantici”. Colpisce subito Aria, il versetto che parla dell’amore carnale che è riconosciuto come” fiamma del Signore”
“Forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore”. Quel fuoco divoratore è un riflesso di quell’amore appassionato che Dio ha per l’umanità e questi è lo sposo mentre l’umanità è la sposa. Solo a queste parole Aria si senti pervadere da una felicità che a lei fanciulla non si era mai presentata, il suo volto si coprì di lacrime che riflettevano la sua gioia, mentre l’inquietudine si acquietava.
No non poteva andare dalla madre per farle leggere quei capitoli, non avrebbe compreso e la sua decisione fu di non dirle niente e di continuare la sua storia con Luigi. Nessun Dio punitivo avrebbe intrecciato il suo cammino, nessuno che non conosceva quei sentimenti quelle passioni che la videro in pace con se stessa, e il mondo che la circondava.
Aria terminò la sua lettura leggendo una considerazione.” Il senso di quelle parole va ricercato dentro le parole stesse, ridondanti sensualità ed erotismo, nella descrizione piena di meraviglia nella bellezza dei corpi, maschili e femminili e della trascendenza divina dell’amplesso sessuale.”Fu cosi, che poté addormentarsi, e dolcemente pensare al suo nuovo incontro con Luigi.


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