WEN – Scelte – Accettare – Accettare – Paola Fabbri

Accettare non è passività della Volontà, ma un atto di riconoscimento.

È l’intelletto che smette di opporsi al reale e lo coglie nella sua forma attuale, senza pretendere altro.

 

Nella lotta contro ciò che è, l’uomo consuma se stesso. 

Accettare significa ritirare quel conflitto interno e restituire la mente a se.

Non è come dire “mi va bene così” ma vedere che il resistere non

cambia niente.

La filosofia stoica lo chiamava amor fati: amare ciò che accade non

per ingenuità, ma perché solo nel rapporto con il reale si può agire.

L’accettazione è il terreno. Il giudizio, la scelta, l’azione vengono dopo.

Accettare una parte di sé, un evento, un limite, è un atto di verità.

È togliere il velo dell’”avrebbe dovuto essere” per vedere ciò che è.

 E solo ciò che è può essere trasformato.

C’è una quiete strana che arriva dopo. Come quando finisce la pioggia

e l’aria diventa più pulita. Non è rassegnazione, è libertà.

L’energia che usavi per trattenere, finalmente torna a te.

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