WEN – Scelte – Accettare – Due ragazze – Terza Agnoletti

Aveva il giornale aperto sul tavolo, ma non leggeva, meditava.

Gina si muoveva leggera per le stanze, puliva, metteva in ordine. Proprio su quella giovane, unica figlia meditava. Dopo che sua madre era morta era stata lei a sostenerlo nella condizione di vedovo disperato. Aveva studiato con tanto impegno che ormai, a ventiquattro anni, non era soltanto laureata, lavorava in una azienda dove avrebbe fatto una bella carriera. Doveva essere grato a quella figlia e anche alla sua amica del cuore che si era impegnata insieme a lei nello studio e nel sostegno a questo padre a volte ingombrante. Era fortunato: due ragazze gli volevano bene.

Gina gli posò sul tavolo una tazzina di caffè fumante.

“È già zuccherato.”

Le sorrise con gratitudine, però rimase a fissarla a lungo perché aveva visto nello sguardo di lei qualcosa che non riusciva a decifrare. Finalmente Gina parlò:

“Io e Alessia abbiamo deciso di sposarci!”

Pensò che era giusto così. Si era sentito in colpa perché fino ad allora sua figlia non aveva mai incoraggiato nessun corteggiatore. Il tempo libero lo aveva dedicato a lui per costringerlo a uscire di casa, andare a teatro, alle mostre, a visitare i musei. Non si era accorto di amori nascenti, perciò rispose:

“Benissimo! Chi sono i due fortunati?”

Gina rise. Sembrava molto divertita.

“Che hai capito, papà? Ci sposiamo io e Alessia, la legge lo consente.”

Fu come se gli avessero assestato una legnata robusta fra capo e collo.. Rimase immobile, a bocca aperta, poi si alzò di scatto e corse a chiudersi in camera. Guardò il letto matrimoniale, la metà che restava sempre vuota e domandò all’assente:

“Perché? Avevamo in mente una casa piena di nipoti. Perché questo?”

Si mise a sedere sulla poltroncina, piegato in due, con la testa fra le mani.

La figlia e la quasi figlia… Ma perché? Quando era cominciato? E com’è l’amore fra due donne? Tenerezza, cura, rispetto c’erano, l’aveva constatato. Ma il sesso? Non riusciva a immaginarlo. Fra due maschi sapeva che cosa succede, glielo avevano raccontato, ma fra due femmine?

Andò a prendere un album di fotografie da un cassetto e lasciò che i ricordi di una vita insieme alla moglie fluissero liberamente. Le domandò: “Come si chiamano due donne che si sposano tra loro? Sono due mogli?” Che cosa strampalata! Era un boccone indigesto, non riusciva a buttarlo giù.

Si mise a camminare avanti e indietro per la stanza, poi si fermò davanti alla finestra. Il sole del pomeriggio accendeva i colori del paesaggio primaverile. Ripeteva dentro di sé: una coppia, due mogli! Quando il sole si avvicinò all’orizzonte e le ombre diventarono molto lunghe decise di uscire dalla camera.

Gina era al lavoro in cucina, preparava la cena. Alzò la testa, stava per dire qualcosa, ma la precedette:

“Avete già fissato la data?”

“Sì, papà, quella e altro. Alessia viene a cena da noi, ne parleremo allora. Ma tu non ti opponi, vero?”

“Oppormi no, non posso. Sei maggiorenne e indipendente. Se mi opponessi ti perderei. Accetto, ma non sono felice, perché sognavo per te una vita diversa e per me tanti nipotini.”

Gina rise di gusto.

“Addirittura tanti! A parte il fatto che anche da una coppia mista a volte non vengono bambini, ci sono modi diversi per averne: adozioni, inseminazioni artificiali… L’importante è che tu accetti la nostra scelta.”

“Accetto perché non ti voglio perdere. L’ho già detto, scusa. Felice non sono, ma desidero che lo sia tu!”

Gina lo abbracciò stretto.

“Grazie, papà.”

Rispondi