
Sono una persona credente. In un Dio oltre le nuvole, che a volte esaudisce un desiderio, a volte custodisce, qualche volta si distrae. Ho una visione personale della fede, frequento le funzioni molto saltuariamente, preferisco recarmi in chiesa e pregare da sola, quando lo ritengo necessario.
Per trovare un luogo raccolto, silenzioso, dove trovare la pace.
Non credo nell’intermediazione tra Dio e gli uomini, che tutti sono peccatori, nessuno escluso.
Non riesco ad accettare che ad un certo momento tutto finisca.
Credo solo che le persone che non sono più con noi possano inviare dei messaggi a coloro che sono vivi, sulla terra, alle persone alle quali hanno voluto bene.
Ne sono consapevole perché ho ricevuto questi segni, ma non riesco a prendere atto che ad un certo punto le persone ci lascino.
Per me il dolore provocato dalle persone che non sono più con me è lacerante e sarà sempre inaccettabile.
L’unico modo per rendere questo passaggio sulla terra migliore è lasciare nei cuori delle persone un bel ricordo fatto di abbracci, di affetto, di parole giuste nel momento perfetto e soprattutto dedicare del tempo alle persone che meritano.
Il non avere tempo per gli altri è spesso una scusa, la frenesia del presente è un alibi, non ci accorgiamo che il tempo scorre velocemente.
A me fa paura, terribilmente paura.
Siamo una clessidra, dobbiamo usare il bene che abbiamo nel miglior modo possibile.
E non dobbiamo mai lasciare nulla al dopo.
Nonostante il dolore, nonostante la stanchezza, nonostante i temporali.
Ma io continuo a non accettare che le persone ci lascino.
E non mi rassegnerò mai.
Ilaria Borsieri

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