WEN – DENUNCIARE – Da che parte stare – Ilaria Borsieri

Durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare durante la Shoah, molte persone scelsero di denunciare gli ebrei, parecchi furono i delatori.

A Firenze fu istituito un istituto chiamato Ufficio degli Affari Ebraici, che collaborò coi nazifascisti per perseguitare, arrestare e deportare gli ebrei fiorentini. 

Spie che seminarono il terrore insieme alla Banda Carità.

All’inizio ci furono solo arresti tra la comunità di ebrei della città, fino ad arrivare ad una vera persecuzione, con le peggiori atrocità effettuate a Villa Triste. 

I delatori erano cristiani, fascisti, ci furono soffiate addirittura tra ebrei verso altri ebrei. 

Elena Pascucci e Maria Lelli per esempio denunciarono e fecero catturare il rabbino Rodolfo Levi che insieme alla sua famiglia si nascondeva in Via del Gelsomino, dove recentemente sono state poste delle pietre d’inciampo in loro ricordo.  Tutti i componenti della famiglia furono assassinati ad Auschwitz.

Tra i delatori troviamo persone comuni, vicini di casa, preti, portieri, i motivi i più disparati: per antisemitismo, per gelosia, ma soprattutto per ottenere il denaro promesso dai nazifascisti. 

Se in molti la denuncia ha un significato positivo, durante la Shoah verso gli ebrei il “denunciare” fu uno degli atti più riprovevoli ma in quel periodo ci furono anche molti italiani che misero a repentaglio la loro vita per salvare persone di religione ebraica.

Tra questi, due miei familiari; la cugina della mamma che con la sua famiglia dette ospitalità ad una ragazza ebrea e mio nonno, che salvò dalla morte un suo compagno di lager. 

Ci sono stati anche tanti salvatori, giusti e coraggiosi… Fortunatamente.

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