
“Chi è quella signora?”
Piccolo mio, la tua domanda è semplice, ma la risposta è troppo difficile. Vedi una statua in mezzo a una piazza, una donna con un ampio cappello e pensi che sia una signora in riposo. No: è una popolana, una casalinga, una donna qualunque, eppure molto importante a suo tempo, quando la nostra cittadina era famosa per i cappelli di paglia. E’ una trecciaiola. Come dice il suo nome intrecciava fili di paglia e le strisce che uscivano dalle sue mani venivano cucite per farne cappelli, borse e sporte. Non era un’operaia perché lavorava a tempo avanzo come disse una delle ultime rappresentanti di quella categoria, cioè intrecciava la paglia nel tempo libero dalle incombenze quotidiane per dare un piccolo contributo all’economia domestica. Tuttavia era un contributo importante: lo storico Saitta in un manuale per la scuola scrisse che dov’era diffuso questo genere di artigianato non ci fu la grande emigrazione ottocentesca, la fuga dalla miseria.
Queste informazioni sono troppo difficili per te, piccolo nipote. Cerco di cavarmela alla meno peggio:
“E’ una donna che viveva qui tanto tempo fa e intrecciava la paglia del grano per farne cappelli. A casa ho una fotografia di mia nonna … Pensa un po’: la nonna di tua nonna!… che intreccia la paglia. Te la mostrerò, così capirai meglio anche la statua. Vedi? Lo scultore ha scolpito una figura tranquilla, che a te ha fatto pensare a una signora seduta a riposarsi, invece questa donna lavora con le mani, svelta e attenta.
“Chi ha fatto la statua?”
“Uno scultore che abita nella nostra zona. Si chiama Antonio Manzi.”
“Lo conosci?”
“No, piccino mio. L’ho visto qualche volta, ma non gli ho mai parlato. Però ho visto anche altre statue fatte da lui, nei giardini pubblici e nelle piazze della nostra piccola città. Te le mostrerò.”
“Questa è di ferro!”
“No, è di bronzo. Il ferro arrugginisce, il bronzo no.”
“Perché il signor Manzi l’ha messa qui?”
“Per ricordare a tutti quanto erano brave le nostre nonne, quante cose belle sapevano fare.”
“Mi piace questa signora, anche se è tutta nera. Il signor Manzi è molto bravo.”
Bene, piccolo mio. Spero che il signor Manzi abbia gettato un seme che faccia germogliare un desiderio di conoscenza del passato. Al momento sembra che la sua statua abbia assolto questo compito. Perciò ti saluto, trecciaiola sul piedistallo.
Terza Agnoletti

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