
A Paolina Bonaparte, la simpatica sorellina di Napoleone e la sua favorita, piaceva tanto fare all’amore.
E lo faceva un po’ con tutti e anche, di quando in quando, con suo marito, il Principe Cornelio… no scusate, mi sto sbagliando, Camillo, il Principe Camillo Borghese.
Lo avrebbe voluto fare anche con Antonio Canova, il grande scultore neoclassico, che però era religiosissimo ed era un uomo tutto di un pezzo.
A lui espresse invece il desiderio di essere immortalata come la Venere del Botticelli. Però non in un dipinto, bensì in una statua a tutto tondo.
Canova, in quel momento, disponeva soltanto di un blocco di marmo che, a suo parere, non si prestava per la realizzazione di una figura in piedi a grandezza naturale, ma che aveva pensato di utilizzare per una scultura che da tempo aveva in mente.
Si trattava di realizzare nel marmo, una figura femminile, mollemente adagiata su una chaise-longue, con una espressione trionfante, che avrebbe dovuto rappresentare “Venere vincitrice “.
Presentò allora i suoi schizzi preparatori a Paolina.
Sarebbe stata una diversa e originale rappresentazione della dea dell’amore.
Una dea dell’amore che avrebbe avuto le fattezze di Paolina Bonaparte.
E chi meglio di Paolina poteva interpretare la dea dell’amore?
A Paolina piacque.
Dette allora il suo consenso e fece mettere a disposizione del grande scultore un idoneo e vasto locale nelle scuderie del Palazzo Borghese.
Antonio Canova vi fece trasportare il blocco di marmo e incominciò a lavorarci.
Dopo che l’ebbe sbozzato, chiese a Paolina di posare per lui per poter iniziare il lavoro di fino ed estrarre finalmente dal marmo la figura che sentiva vi era racchiusa e darle quella levigatezza che era la caratteristica delle sue opere.
Paolina naturalmente accettò di buon grado e si impegnò tutte le mattine, dalle dieci a mezzogiorno, a posare per la realizzazione dell’opera.
Durante un pranzo al quale prendeva parte, insieme ad alcune dame di compagnia, anche la suocera, l’anziana marchesa Bentivoglio, Paolina comunicò allegramente il suo nuovo impegno mattutino.
La guardò scandalizzata la vecchia Marchesa che, inorridita, esclamò:
«Come? Nel locale delle scuderie sola con un uomo? E tutta nuda?»
«Che problema c’è?» replicò candidamente l’ineffabile Paolina «Il locale è riscaldato!»
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Brunetto Magaldi

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