LA BAMBINA DEL SOGNO
Solo ieri ci incontrammo dentro un sogno
(Il Profeta – Kahlil Gibran)
Il giorno dopo, alzata la serranda su una mattina ancora fuligginosa, baciai Laura, per farla svegliare. Sprofondata nelle coperte, era ancora calda della notte e profumata d’infanzia.
– Ho sognato una bambina – mi disse prima ancora di aprire i suoi piccoli immensi occhi – Ha detto che era mia sorella. Ho una sorella?
– No, amore. È stato solo un sogno – le carezzai le guance morbide.
Aprì gli occhi e si tirò a sedere sul cuscino.
– Lo so, ma la bambina era vera. Verrà a vivere con noi. È simpatica. Vorrei tanto avere una sorella! – era così allegra mentre lo diceva, che mi faceva male pensare di doverla deludere.
– Hai molte amiche, Laura – protestai. Era la classica scusa di mia moglie alle sue richieste di incrementare la famiglia.
– Anche lei sarebbe mia amica. È carina. Mi piacerebbe come sorella.
Non le avevo mai parlato del mio incontro con la piccola orfana, né pensavo lo avesse fatto mia moglie. Tanto meno le avevamo mai parlato dei miei pensieri in merito a far venire Elena in casa nostra. Non era la prima volta, del resto, che nostra figlia chiedeva una sorella. Sapevo che le due cose non erano connesse, ma questo suo sogno – unito a quello che avevo fatto io – mi lasciò addosso per tutto il giorno una sensazione strana. La bambina sognata da Laura non poteva essere Elena. Era solo una coincidenza, che la mia fantasia rielaborava a modo suo. Questo cercavo di pensare, ma qualcosa dentro di me non si lasciava convincere.
A cena, mentre mangiava la sua minestrina, di punto in bianco, Laura brandì il cucchiaio e, con il brodo che le colava lungo la mano, chiese:
– Cosa starà facendo la bambina adesso?
– Quale bambina? – chiese Giovanna, protendendo il tovagliolo per asciugarla.
– Quella del sogno.
– Hai sognato una bambina? – le chiese affettuosamente mia moglie, fissandola senza completare il suo gesto.
– Sì. Mia sorella.
– Tu non hai sorelle – le spiegò la mamma con voce dolce, prima di lanciarmi un’occhiataccia – Era solo un sogno.
– Questa mattina le ho detto la stessa cosa, quando si è svegliata – mi difesi.
– L’hai sognata, non è una vera bambina – aggiunsi, rivolgendomi a mia figlia.
– A volte sogno anche te e mamma. Voi siete veri, no?
– Certo che lo siamo. A volte si può sognare di persone reali, ma quello che fanno in sogno è finto. Come un cartone.
– Elena, però, era reale.
– Elena? – saltammo su, in coro, mia moglie e io. Giovanna si girò con lo sguardo di brace pronto a incenerirmi.
– Si chiama così. L’ha detto lei – precisò nostra figlia, guardandoci intimidita come se avesse pronunciato senza volere una parolaccia.

Brano tratto da “La bambina dei sogni” (Lulu, 2012) di Carlo Menzinger di Preussenthal

Rispondi