WEN-SOGNO-La grazia – Brunetto Magaldi

Soffro di insonnia.

Vado a letto verso le 11 di sera, cerco di addormentarmi leggiucchiando un libro e solo dopo diversi minuti riesco a prendere sonno.

Però verso l’una, l’una e mezzo mi risveglio e difficilmente riesco a rientrare fra le braccia di Morfeo.

Mi giro e rigiro fra le lenzuola, poi mi alzo e passeggio per casa, dopo un po’ritorno a letto e riesco a riaddormentarmi soltanto verso l’alba.

Quanto vorrei poter dormire ininterrottamente per otto, nove ore difilato!

Durante i brevi momenti di sonno, riesco anche a sognare ma, spesso, al risveglio non ricordo nulla.

L’altra sera però, appena addormentato, ho fatto un sogno che sono riuscito ricordare.

Mi trovavo in un luogo aperto e senza confini molto luminoso pur sotto un cielo blu cobalto.

Camminavo affondando i piedi in una sostanza bianca come la neve che mi arrivava fino alle caviglie ma non offriva alcuna resistenza.

Mi domandavo dove fossi quando all’improvviso, sbucato chissà da dove, mi si affiancò un essere etereo in una luminosa e candida veste.

“Dove sono?” gli chiesi.

“Sei in Paradiso” mi rispose” io sono un Serafino “

“In Paradiso?” protestai stupito e allarmato “Ma io non sono morto!  E poi non credo di meritarmi il Paradiso! “

“Non subito almeno “aggiunsi speranzoso.

“No, non sei morto, stai solo sognando e stai sognando di essere in Paradiso. Anch’io faccio parte del tuo sogno ed ho il compito di guidarti nell’Empireo il più alto dei cieli dove risiedono gli Angeli e i Santi “

Mi prese per mano e mi disse: “So che vuoi chiedere la grazia di farti dormire ogni notte per almeno nove ore di fila. Ti porto da Sant’Antonio che è specializzato nei piccoli miracoli. A lui si rivolgono i devoti principalmente per ritrovare le cose smarrite, ma anche per altre richieste non molto impegnative. Per quelle più impegnative “aggiunse” c’è Santa Rita la Santa dell’impossibile”

Mi condusse nei pressi di un banco di vaporose nuvole dove stazionava il Santo che riconobbi subito per i tratti conformi alla sua iconografia tradizionale.

Accanto aveva una pila di cartigli che prendeva uno ad uno, leggeva e poi consegnava ad alcuni angioletti che, dopo averli presi, volavano via.  

“Quelle sono le richieste dei devoti “mi spiegò il Serafino” Sant’Antonio le esamina, concede le grazie e poi le affida agli angioletti che provvedono a portarle a destinazione.”

Guardai la grande pila di cartigli e riuscivo a leggerne qualcuno.

“Sant’Antonio fammi ritrovare le chiavi della macchina. Non so dove le ho lasciate”

“Non trovo più la fede nuziale. Me l’ero sfilata per lavarmi le mani. Mio marito si arrabbierà. Sant’Antonio ti prego fammela ritrovare.”

“Sant’Antonio fammi la grazia di trovare un fidanzato per la mia figliola. Che sia sano, bello, buono, onesto e lavoratore!”

Il Serafino scosse un po’ il capo.“Sarebbe meglio” commentò” che quella mamma si rivolgesse a San Pasquale di Bailonne il protettore delle donne.”

E tante tante altre richieste di grazie riuscivo a leggere nei cartigli.

In fondo in fondo, sotto la massa dei cartigli riuscii a vedere anche, con mia grande sorpresa, il cartiglio dove era anche la mia richiesta “Sant’Antonio fammi dormire nove ore di seguito “

Guardai il Serafino e lui con il capo mi fece un segno di assenso.

Allora, cercando di non farmi vedere da Sant’Antonio, raccolsi il cartiglio e lo posai in cima alla pila.

Poi mi allontanai di corsa.

In quel momento mi sono svegliato.

Guardai la sveglia.

Erano le nove passate.

Avevo dormito ininterrottamente per quasi dieci ore.

Sant’Antonio mi aveva fatto la grazia. 

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di Brunetto Magaldi

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