
“Oh cielo, oh cielo! Cosa mai sta succedendo qui?”.
La stanza era sottosopra, mi sono svegliata ed era già così.
“Forse c’è stato un terremoto! Ho paura ad andare al piano di sotto; ho paura che gli altri siano scomparsi, che non ci siano più. Forse è giunta l’Apocalisse! Del resto me lo aspettavo. Non c’era più gioia nel mio cuore, già da un bel pò, e neanche in quello degli altri. Questa è la fine!, mi sono detta, e ho realizzato che non mi importava.
“La fine arriva per tutti, prima o poi. Ma questa è una fine comune, riguarda l’intero genere umano. O forse è un nuovo inizio, ma solo per qualcuno. Pochi infatti sono i meritevoli, quelli che hanno mantenuto il loro cuore puro, quelli che non si sono arresi alla notte! La notte è quella del buio della nostra coscienza.
“Tutto va bene, tutto è ok!” ci siamo detti.
Abbiamo declinato ogni responsabilità, ci siamo nascosti dietro ai nostri agi, oppure dietro alla paura.
Abbiamo avuto una grande, enorme occasione di diventare finalmente consapevoli ma ci siamo turati le orecchie ed abbiamo serrato il nostro cuore. E così il gelo lo ha avvolto. Era inevitabile!
Ora che siamo diventati golem, non c’è più nessuno disposto ad animarci, perché anche i demiurghi si stufano dell’egoismo e della stupidità! Si amano solo esseri meritevoli, infatti. E noi non lo siamo più! La via del cuore l’abbiamo persa già da un pezzo, assieme a tutto il resto.
Non siamo più interessanti per nessuno, abbiamo perso la nostra umanità. Eravamo esseri consapevoli? Forse! Ora non lo siamo più.
Il vuoto ci avvolgeva già da un bel po’, la nostra galassia si stava svuotando. Noi abbiamo svuotato la “Via Lattea” e l’abbiamo riempita di buio. L’essere umano è capace di questo e di molto altro. Quale follia!
E quale potenza potevamo usare diversamente! Avevamo tutto e non l’abbiamo capito. Sciocchi, stolti umanoidi che siamo! Però adesso siamo impotenti. Ormai non c’è più scampo, la marea è arrivata ed ha travolto tutto. So che un nuovo inizio ci sarà per qualcuno, ma noi ne siamo stati esclusi! Attraverso le stelle forse arriverà un messaggero e ci mostrerà la via. Ma la via sarà per qualcun altro, per un’altra umanità, più saggia e consapevole. Eravamo guardiani del tempo e non lo sapevamo. Eravamo ministri del bene e abbiamo fallito. Il caos sommergerà tutto, un nuovo Big Bang sta per arrivare. Attendo l’esplosione! Ci frantumerà in un istante e noi non saremo più.
Altre ere passeranno, ma noi non saremo”.
Mi svegliai dall’incubo. Quale paura e quale angoscia provavo! Era mattina e tutto era silenzioso. La notte appena trascorsa aveva lasciato il passo a un nuovo giorno. La notte si era appena addormentata. Dalle imposte filtrava una luce tenue. Era ora di alzarsi per andare incontro a quel nuovo giorno. C’era la scuola e poi sarei andata al parco, ad incontrare gli amici. Loro sono il mio mondo e mi rendono felice. Quanto è lunga la strada per arrivare in alto! Ma io voglio arrivare a contemplare il cielo! Voglio stare lì sospesa e sentire il sapore dell’infinito. Non so quanto tempo ci rimane come umanità!
Il sogno era un avvertimento e lo devo tenere bene a mente. Ora però non ci voglio pensare, voglio rimanere piccola ancora per un pò. Le fate mi culleranno e il cielo mi sorriderà, ancora per un pò!.
La sveglia si mise a suonare, erano le sette e mi dovevo svegliare per andare a scuola. La spensi, tanto avrebbe suonato di nuovo di lì a poco. Volevo rimanere ancora un po’ a godermi la pausa prima dell’inizio del tempo di quella giornata. Sarebbe stata impegnativa, forse più del solito, ma ero pronta ad affrontarla.
Guardai fuori dalla finestra: il sole era già alto nel cielo. Chiusi di nuovo gli occhi per godermi il buio ancora per un po’, prima del risveglio. Quel “tempo sospeso” mi serviva per resettare il mio cervello prima della nuova giornata. La mia anima abbracciava l’infinito per poter entrare nel tempo, ne avevo bisogno!
Facevo fatica a scendere sulla terra ogni mattina. Era sempre stato così, da che mi ricordavo. Forse ero un’anima antica, molto più di quanto mi rendessi conto.
Qualche sentore a riguardo del resto lo avevo sempre avuto. Mi succedevano cose strane, molto strane: bambini tristi e sperduti che si avvicinavano a me con speranza e senza paura. Molti di loro erano bullizzati e si leggeva un’immensa tristezza nei loro occhi già così stanchi.
Loro mi guardavano e io capivo.
Poi un foglietto anonimo compariva nell’ufficio del preside e i bulli venivano puniti. Ero andata ad osservare qualcuno di loro, erano tristi e un pò mi facevano pena. Però avevano la possibilità di fare un’altra scelta e invece erano diventati così. Li fissavo intensamente e loro improvvisamente si sentivano piccoli. Non erano poi così onnipotenti!
Le fate comparivano sul mio cammino molto spesso, erano dolci e gentili. Non erano come ti immagini di solito le fate, avevano un aspetto molto più bizzarro. Non le avresti mai riconosciute, erano “fate alternative”, andavano in moto e si facevano le canne: “Una ogni tanto”, dicevano “Per avere più ispirazione e per vedere le cose con maggiore lucidità”.
Sì, le fate non sono come te le aspetti! Almeno non lo erano le fate che si mostravano a me. Del resto anche io ero sempre stata diversa, strana. Molti non mi capivano e mi giudicavano.
“Il giudizio appartiene alla mediocrità” pensavo.
E quanta ce n’è in questo mondo di mediocrità! E così io ero cresciuta con le fate che comparivano ogni tanto sul mio cammino, ero cresciuta intuendo il cuore delle persone, ero cresciuta notando cose che ad altri passavano inosservate.
Era strana la mia infanzia, ad ogni modo non volevo che finisse, perché comunque era magica! Rimanere fermi, sospesi nel tempo per essere felici, per non sentire il vuoto o la paura o la mancanza. Questo io volevo: rimanere sospesa ad un filo al di là del tempo, immobile, a contemplarlo, come se non scorresse per davvero.
D’altronde il tempo è solo una convenzione, ma quante ere di consapevolezza ci vorranno prima che la nostra mente limitata riesca a comprenderlo?
Il tempo scorre eppure rimane sempre uguale, siamo noi che ce ne andiamo. Ma dove?
Questa è una domanda che l’uomo si pone da tempo immemore. Il segreto di tutto ciò è contenuto nel silenzio. Ma il mondo è troppo chiassoso. Il silenzio non c’è più e noi non abbiamo la risposta. L’abbiamo cercata per secoli, invano.
Dobbiamo rimanere per un po’ in silenzio! Ora però è giunto il “Tempo della Ricapitolazione”. Sarà ora o mai più!
Mi alzai dal letto, mi vestiti di corsa e mi apprestai a fare colazione. I corn flakes con la panna fresca erano ideali per colazione. Aggiungevo sempre della salsa al cioccolato, erano nutrienti e deliziosi, molto grassi, ma deliziosi.
Non avevo voglia di prendere il pullmino e così me ne andai a piedi a scuola, tanto faceva caldo e a me non dispiaceva camminare. Non era il massimo la cittadina in cui vivevo, ma neanche così male!
A scuola la preside era severa e controllava sempre tutto e gli insegnanti erano molto esigenti. Io comunque me la cavavo. Quella mattina ero meno stanca. Di solito avevo sempre sonno, ma adesso no. Forse era per via del viaggio che avevo intrapreso nella notte, oltrepassando il velo della realtà, nella mia coscienza.
Comunque ero felice di essere tornata sulla terra, perché i miei sogni erano stati paurosi!
Ora ero lì quella mattina, non ero più “sospesa” e dovevo fare il mio dovere di scolara. Lo feci egregiamente. Fare le cose come si deve ti fa sentire soddisfatta e riempie la tua vita di significato.
Noi umani sentiamo questo bisogno da sempre, sin dai tempi delle caverne. Siamo felici solo quando agiamo efficacemente. È così che ci siamo evoluti. Ma poi ci siamo involuti. Il mondo moderno ci ha travolto e ci ha svuotati. La tecnologia ha stravolto la nostra percezione delle cose. Io appartengo alla “Generazione Z”, quella che deve crescere con la tecnologia. Ma gli altri non sanno che in realtà forse noi scompariremo. Quanta fatica inutile!
Ora basta però pensieri! Basta rimuginare! Svuotai la mente e tornai a casa. Pranzai velocemente e poi andai al parco. Era una giornata piena di sole.
Gli amici erano già lì ad aspettarmi. Giocammo a palla e poi a nascondino, organizzammo anche una caccia al tesoro nel bosco. Volevamo rimanere bambini, anche se eravamo già degli adolescenti.
Non volevamo affrontare il mondo che ci aspettava, perché ci faceva paura.
Non volevamo quel mondo, perciò non volevamo crescere.
Su questo eravamo tutti concordi!
Il pomeriggio scorse veloce e fu bellissimo.
Eravamo contenti!
Tornai a casa per fare i compiti, poi cenai.
Era già l’ora di andare a dormire. Avrei passato un’altra notte sognando e viaggiando nel tempo, verso l’infinito.
Non sapevo cosa sarebbe successo dopo. Sapevo quello che doveva succedere tra non molto.
“Non c’è più tempo, non c’è più tempo ormai!” questo lo so.
Ma per adesso voglio dormire, prima di un altro giorno, prima che avvenga tutto!
di Antonella Ghiglione

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