WEN – SORPRESA – Mozart il gatto – Carlo Menzinger

Erwin Schrödinger si avvicinò a malincuore a Mozart, il suo amato gatto, che sonnecchiava sulla sua poltrona preferita. Lo prese in braccio che era ancora mezzo addormentato e lo portò in laboratorio, infilandolo nella sua Macchina Quantistica.

Aveva allestito quello spazio nella sua casa di Vienna, città in cui era finalmente potuto tornare dopo che i dissidi con il Terzo Reich l’avevano portato ad abbandonarla prima per l’Italia, poi per la Svizzera e, infine, per Oxford e Dublino.

Aveva già ben tarata la Macchina. Era riuscito finalmente a creare un apparato che mettesse in atto le sue previsioni teoriche sull’entanglement, la correlazione quantistica con una particella. Se era vero che questa poteva essere al contempo un’onda e trovarsi in uno stato avvenuto e contemporaneamente non-avvenuto, la sua teoria paradossale prevedeva che il gatto, collegato allo stato di una data particella, come essa, potesse trovarsi a essere in contemporanea in due diversi stati. Erwin era dunque convinto che sebbene quella macchina avrebbe ucciso il suo amato Mozart, peraltro, era congegnata in modo tale che sarebbe nel contempo rimasto in vita. Erwin si sarebbe dunque trovato ad avere non più il suo gatto Mozart ma un Mozart vivo e un Mozart morto.

Il micio vedendosi chiudere in quella scatola miagolò e cercò a divincolarsi per uscirne ma Erwin fu veloce a chiudere lo sportello. Ignorò i ripetuti miagolii del suo amico felino.

Doveva ora solo avviare il meccanismo e avrebbe finalmente avuto la prova fisica, materiale e incontrovertibile della trasferibilità delle teorie quantistiche dalle particelle all’universo macroscopico. Si sfilò gli occhiali dalle lenti tonde, li pulì e li indossò di nuovo. Si sentiva emozionato e anche un po’ preoccupato e dispiaciuto per Mozart, ma la scienza veniva prima di tutto per lui. Da sempre. Uno sterminato orizzonte di possibilità si sarebbe aperto. Persino la possibilità dei viaggi nel tempo non sarebbe più stata così remota. Abbassò la leva. Il gatto emise un miagolio straziante. Era morto. Disteso sul pavimento e alquanto intontito c’era però un altro Mozart. Wolfgang Amadeus Mozart, il grande compositore austrico, richiamato in vita dal passato.

di Carlo Menzinger di Preussenthal

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