WEN – SOSTENIBILITA’ E RICICLO – Il più riciclone – Silvia Taccagni

Di ritorno dall’aeroporto Anna si sentiva più leggera.

Dette un’occhiata allo specchietto retrovisore e noto’ finalmente sul suo volto un sorriso sereno e compiaciuto.

Anche Franco era visibilmente rilassato.

I dieci giorni appena trascorsi erano strati tranquilli ma anche emozionanti.

Il loro ragazzo era venuto a trovarli per le festività natalizie dopo due anni di lontananza.

Lo avevano trovato profondamente cambiato; non era più quel ragazzo schivo ed introverso di un tempo, quel ragazzo timido ed impacciato che si era rifugiato in se stesso prima e nelle cattive compagnie poi.

Era proprio per questo che lo avevano allontanato dal paese; in un primo momento aveva soggiornato in una comunità di recupero, poi, finiti gli studi, si era reso indipendente.

Adesso era un uomo responsabile, con un lavoro dignitoso e una vita tranquilla e regolare.

No che avessero toccato con mano la situazione, ma, durante la sua permanenza a casa, Sandro aveva raccontato per filo e per segno tutto a riguardo.

Aveva rassicurato i suoi; gli aveva spiegato che la sua vita era tranquilla ma felice e che non gli mancava niente.

Certo l’orologio che aveva al polso non era originale, non era un Rolex come poteva sembrare, ma uno che gli assomigliava molto, comprato su una bancarella del mercato e così anche gli abiti che indossava, ma a lui oggi non interessava.

Non era pretenzioso come un tempo e non avrebbe potuto esserlo; non era più nel giro dei cattivi ragazzi, ci teneva a ribadire, e solo col suo lavoro quello era tutto ciò che poteva permettersi.

Si soffermo’ a parlare di ciò che faceva per vivere e lo fece per diverse altre volte durante la sua permanenza a casa.

Evidentemente era molto orgoglioso del suo lavoro e era felice di renderli partecipi.

Disse che si occupava di riciclo.

Il suo ruolo era quello di recuperare il materiale che altrimenti sarebbe stato buttato al macero perché inutilizzabile , portarlo alla sede e consegnarlo a chi avrebbe avviato la procedura di riciclo.

Aveva anche specificato che per il momento il suo non era un posto di rilievo, ma lui contava di fare carriera nell’azienda.

Intanto a breve era previsto un piccolo avanzamento verso l’alto, una piccola promozione.

Nell’anno che stava per giungere a termine aveva consegnato la maggior quantità di materiale da riciclare, più di tutti i suoi colleghi.

Gli avrebbero così dato un riconoscimento e anche un piccolo premio in denaro per essersi confermato il più riciclone.

Chissà, magari avrebbero dato la notizia anche in tv, ironizzò.

Mentre Anna pensava questo. Franco fermò la macchina e disse:” potremmo cenare in questa pizzeria così ne approfittiamo per festeggiare la bella piega che ha preso la situazione.

Festeggiamo i successi del nostro ragazzo”.

Ad Anna parve una bellissima idea.

Entrarono e si sedettero al tavolo in angolo.

Nell’attesa di essere serviti l’attenzione di Anna fu catturata dalle immagini sul grande televisore a parete, posizionato proprio sopra la testa di Franco.

Lì, sul teleschermo, campeggiava la foto di Sandro.

Lei sgranò gli occhi e invitò suo marito a voltarsi.

Che avessero davvero pensato di dargli l’atteso riconoscimento in diretta tv?

Chiamo’ la cameriera per domandarle se poteva alzare il volume del televisore.

Nel mentre, presa da un’irresistibile frenesia, iniziò a pensare ad alta voce:

” Quello è il nostro ragazzo.

Si occupa di riciclo.

Quest’anno è stato il più virtuoso fra tutti i suoi colleghi.

Evidentemente il riciclo lui lo ha nel sangue”

I clienti del locale la guardavano esterefatti.

La giornalista del tg stava dicendo che quello in foto era un pluripregiudicato ricercato fra le altre cose per riciclaggio.

Anna e Franco però sembravano non aver capito o forse avevano deciso di non capire e, nell’incredulità dei presenti in sala, rimasero con lo sguardo incollato al teleschermo con quell’espressione soddisfatta di chi ha qualcosa di molto personale di cui essere orgoglioso.

di Silvia Taccagni

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