
Solo una quindicina di giorni la separano dal ritorno a scuola di Aldo e l’idea la sta ossessionando.
Bertha non sa capacitarsi di come la modernità abbia raggiunto anche quel piccolo borgo di pescatori dove lei vive a pochi chilometri dal porto fluviale. In quell’ultimo anno gli eventi si sono succeduti sempre più caotici col risultato che il suo presente sembra invaso da miasmi tossici da cui non sa liberarsi. Certo la disgrazia più grossa rimane l’infortunio accorso a Gosto che ora giace immobile a letto senza che gli venga riconosciuto l’indennizzo da parte dell’Inail con la conseguenza che hanno dovuto assumere un avvocato e Dio sa come e quando lo potranno pagare. Hanno sentenziato che l’uso dei dispositivi di protezione è stato non conforme alle istruzioni e tanto basta per lavarsene le mani!
La conseguenza è che lei ora deve badare a due invalidi e provvedere all’esigenze di Aldo, il figlio minore che per giunta è adolescente e quindi meno addomesticabile di prima. E lei non sa come mettere insieme il pranzo con la cena! Menomale che Matilde cresce in fretta e con una volontà di ferro, corroborata anche da una visione positiva della vita, nonostante la disgrazia che l’ha colpita. Pure immobilizzata dalla malattia, su una seggiola a rotelle, non si dà per vinta e contribuisce come può a risollevare le sorti della famiglia. La mattina è impegnata alla comunità che l’accoglie e le consente di fare vita sociale e di usufruire del pasto a fronte di un contributo finanziario davvero modesto. Nel pomeriggio comunque trova il modo e il tempo per sferruzzare a maglia, un’arte nella quale ha sempre eccelso, con il risultato che riesce a riutilizzare la lana dei maglioni che il padre non porta più riciclandola per i capi adatti alle misure di Aldo e, ultimamente, anche per graziosi completi da neonati. Sembra che funzioni, visto che sono apprezzati e Gino, l’ambulante li vende: sia andando in giro con la sua monovolume, sia al mercato che si svolge di sabato nella piazza del paese.
Bertha per suo conto si sta ingegnando. Certo non può pensare di trovare un lavoro vero e proprio non avendo delle abilità certificate, ma con lo scambio di favori, grazie alla Banca delle ore, ha risolto più di un problema. Il primo e il più impellente quello del trasporto di Matilde alla comunità. Gino appunto l’accompagna con il suo mezzo e Bertha lo ripaga provvedendo a lavare e a stirargli camicie e abiti, ché lui, poveretto, non ha ancora trovato una compagna di vita.
Purtroppo per l’economia della donna, risicata e instabile, anche piccole spese comportano una preoccupazione. Aldo nell’anno scolastico passato ha subito un atto di bullismo. Così le hanno detto che si classificano gli episodi sempre più ricorrenti e più violenti con cui un giovane può essere escluso dalla cerchia dei suoi coetanei tramite comportamenti che causano umiliazioni e talvolta danni di carattere fisico a soggetti ritenuti più deboli, non rispondenti alle aspettative del gruppo, nella relazione sociale; e la prima discriminazione a essere messa in atto è proprio quella economica e di classe.
Bertha vorrebbe almeno potergli procurare uno zaino scolastico nuovo e di buona marca, ma la cifra a cui vengono venduti non rientra al momento tra le sue disponibilità, visto che deve sopperire ad altre esigenze prioritarie e stringenti. Si è decisa però a fare una cosa inconsueta: si recherà al porto fluviale, il che significa farsi a piedi più di sei chilometri andata e ritorno. Si è convinta che tra i pescatori potrà trovare della rete inutilizzata che potrebbe essergli anche abbonata in regalo e costituirebbe l’imbracatura per uno zaino di fattura casalinga. Lungo il percorso visiterà la cappella sacra distante solo due chilometri dalla meta. Non sa davvero se le sue preghiere saranno bastanti, ma vale la pena tentare. Chissà se Sant’ Elmo, il patrono dei naviganti, potrà intercedere per lei e far sì che la modernità, con tutta la sua predilezione per gli oggetti di lusso e il superfluo, possa scendere a patti e consentire anche ad Aldo di inserirsi ed essere ben accetto tra la schiera dei suoi compagni.
di Chiara Sardelli

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