
La consulente la fece accomodare in un salottino. Non sedettero attorno al tavolo di vetro, ma su un paio di poltroncine nell’angolo della stanza. La consulente non faceva che sorridere. Laura non sapeva perché, ma questo in qualche modo la infastidiva. Le pareva ci fosse ben poco da gioire in quel momento.
«Lo slogan della nostra ditta è “Nulla vada perduto”.» spiegò la consulente allungandole una brochure variopinta. «Il riciclaggio è alla base della nostra filosofia. Non esiste nulla, e nessuno, di inutile. Tutto può trovare una diversa forma di impiego, un diverso modo di contribuire. La giornata di oggi è molto importante per te, Laura.»
“Chi le aveva detto di darle del tu e di prendersi tutta quella confidenza?” si chiese l’anziana cliente.
«Oggi, Laura, sei venuta qui all’Eternity per dare il tuo contributo, per preservare ciò che va e può essere salvato, per consegnare quanto hai di più caro all’eterno giro della vita che tutto crea e ricrea, senza posa. Con Eternity potrai farlo in modo più efficiente e controllato.»
La donna annuì. In fondo era vero. Era arrivata lì in piena consapevolezza e con le idee piuttosto chiare su ciò che intendeva fare. La consulente non aveva bisogno di insistere nello spiegare slogan e filosofie aziendali. Nel momento stesso in cui aveva varcato la porta dell’azienda aveva intrapreso l’inizio di un cammino dal quale non sarebbe tornata indietro. Le firme digitali che presto quell’ologramma virtuale che fungeva da consulente le avrebbe fatto apporre sui loro moduli erano solo una formalità ma le sue scelte Laura le aveva già fatte.
«Dunque, Laura, se aderirai al nostro programma di rigenerazione, quando porrai fine alla tua esistenza terrena, il tuo corpo potrà continuare a vivere. Certo, sarà necessario disassemblarlo per poter collocare al meglio i tuoi organi sani e per sottoporre a trattamenti di rigenerazione quelli più logorati, ma vedrai, Laura, che dopo la tua morte nulla del tuo corpo andrà sprecato. Se poi aderirai anche alla clausola “Food”, se ci saranno parti non adatte a rigenerare membra o organi vitali, potranno essere usate come base alimentare.»
Al pensiero che qualcosa di lei potesse un giorno finire sulla tavola di qualcuno o magari nella ciotola di qualche animale domestico le fece fare una smorfia, ma si riprese subito. Come per cancellare quel pensiero chiese di interrompere il colloquio e arrivare subito alla firma delle autorizzazioni.
La consulente artificiale alla fine la salutò, con il suo solito sorriso, cui si era quasi abituata, e accompagnandola verso l’uscita le disse:
«Grazie Laura. Sei una buona cittadina. Il tuo nome sarà ricordato come quello di una benefattrice nel sito dell’Eternity. Riciclare è importante per la sopravvivenza del pianeta e dell’umanità. Riciclare se stessi è il più grande dono da fare al mondo.»

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