WEN – SOSTENIBILITA’ E RICICLO – Un pasto per Fufy – Milena Beltrandi

«… le generazioni precedenti hanno sottovalutato il problema abusando delle risorse del pianeta. Oggi siamo all’ultima spiaggia e dobbiamo cambiare o rischiamo di lasciare ai figli un mondo invivibile e pieno di immondizia. Di riciclo se ne parla da anni con scarso risultato. Dobbiamo collaborare, rendere vivo il nostro pianeta, dobbiamo risparmiare le risorse riciclando ciò che abbiamo! Qualcuno si ricorda il grande lavoro di squadra che la nostra scuola mise in atto anni fa?»

«Mamma quale grande progetto?»

«Zitta fammi ascoltare! Chiedi alla nonna lei si ricorda.»

«Mi rivolgo a tutti voi: i tempi sono maturi, dobbiamo ripetere ciò che le classi elementari misero in atto nel 1983 e fare dell’evento eccezionale di allora la nostra abitudine. Nell’opuscolo che vi è stato consegnato all’entrata c’è specificato come agiremo dal prossimo mese, non possiamo perdere altro tempo. Conto molto su questo progetto: il nostro primo passo! Tutti sappiamo quanto sia importante partire per arrivare e noi vogliamo fare la differenza per quanto riguarda lo spreco di cibo. “Un pasto per Fufy” è il nome scelto dai bambini per la prima fase del progetto, saranno bravi ed entusiasti come lo furono i loro genitori quando sedevano in questi banchi e nel giro di un anno l’organizzazione si allargherà a tutti i livelli scolastici. Così otterremo tre grandi miglioramenti: insegneremo ai nostri figli, uomini di domani, a costruire qualcosa di duraturo che migliorerà la loro vita. Ridurremo i rifiuti, solleveremo le amministrazioni locali dalla spesa per il sostentamento degli animali abbandonati e, soprattutto, rispetteremo i nostri amici a quattro zampe. La prima volta qualcosa andò storto e il progetto si interruppe solo dopo quattro anni, ma furono anni memorabili. Oggi abbiamo lavorato perché non ci siano più ostacoli. Voglio ringraziarvi fin da ora per ciò che farete, noi saremo a disposizione per qualsiasi chiarimento.»

«Nonna mi racconti cosa avete fatto nella nostra scuola nel 1983? Il Provveditore dice che seguiremo le vostre orme.»

«Ah carino “Un pasto per Fufy”. Allora non avevamo un nome per la nostra iniziativa. Nel 1983 non si parla molto di ecologia, era un argomento sgradito. Con tutti i rappresentanti di classe della scuola cercammo di sensibilizzare i bambini sullo spreco del cibo e sul rispetto degli animali e, grazie alla perspicacia del Preside, del Consiglio di classe e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione riuscimmo a realizzarla. Da allora e, per i quattro anni successivi, i bambini, finito il pasto in mensa, separavano gli avanzi dai rifiuti non commestibili; bucce di arance, di banane, forchette e cucchiai andavano nel contenitore verde e quelli commestibili in quello azzurro. Spiegammo ai bambini che i cagnolini senza padrone sarebbero morti di fame se non era per i loro avanzi e che, alla fine dell’anno, li avremmo portati a visitare il canile. I bambini si comportarono meglio di quanto immaginassimo ed erano tutti contenti. Quando chiudeva la refezione l’addetto comunale passava a ritirare il contenitore azzurro e ne lasciava uno pulito.»

«Davvero nonna? È fantastico! “Un pasto per Fufy” funzionerà così?»

«Certamente cara, tutti ne troveranno giovamento: il Comune che paga le spese per la pappa e i bambini che saranno felici. Vedrai andrà tutto liscio non come successe nel 1985. Quell’anno nevicò a Firenze e si bloccò tutto. Il furgone che ritirava il cibo per i cani rimase in panne e il contenitore fu messo in terrazza, dietro la mensa. Il cibo si guastò, gli operatori del canile dovettero provvedere a sfamare gli animali e sia il Sindaco che l’Assessore decisero che non era il caso di continuare e, nonostante i quattro anni di successi, l’esperimento fu dichiarato chiuso. E non se ne parlò più!»

«Vedrai nonna, insieme ce la faremo!»

(ispirato a un fatto vero)

di Milena Beltrandi

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