WEN – SURRISCALDAMENTO E DESERTIFICAZIONE – Creano il deserto e lo chiamano pace – Luigi De Rosa

C’erano cinquemila persone. Meglio di quanto temesse, peggio di quanto sperasse.
Ma il risultato era stato ottenuto. Che fossero cinquemila o cinque milioni, molte persone erano state strappate dall’apatia e dall’indifferenza. Cinquemila persone erano un buon inizio.
La piazza era così gremita che la gente era accalcata. Se qualcuno avesse usato lo spray al peperoncino com’era successo in Piazza San Carlo a Torino nel 2017 molte persone avrebbero rischiato di fare una brutta fine, ma quando in migliaia vogliono manifestare contro la pace qualche rischio è necessario correrlo.
Il Manifestante prese il megafono e cominciò a parlare. Doveva canalizzare l’entusiasmo di quella folla, altrimenti si sarebbe disperso, come soleva dire Paolo Mantegazza.
<Amici, oggi ci siamo riuniti per gridare, con una sola voce…No alla Guerra!>
La folla, che si era silenziata quando aveva cominciato a parlare, ricominciò a urlare più forte di prima. Evidentemente era forte il desiderio di farsi sentire, perché chi comandava faceva il sordo, o peggio orecchio da mercante. Sentiva, ma non ascoltava.
<Ci hanno detto che c’è un nemico, un nemico verso cui dovremmo provare odio e per cui non dovremmo provare pietà. Vogliono farci credere che esista un “noi” contro “loro”. Ma questo dualismo non esiste. Siamo tutti esseri umani. Tutti figli della stessa Madre Terra. E come una madre che vede i figli litigare, la Madre Terra soffre perché siamo troppo occupati a combatterci fra di noi per occuparci di lei. E proprio come fratelli litigiosi, ogni parte schierata crede di avere ragione. Ma come fanno due fratelli che litigano, a fare pace?>
Il silenzio ora regnava sovrano sulla piazza.
<La pace avviene quando una delle due parti in causa tende una mano, un ramoscello d’ulivo, e comincia a fare autocritica cominciando a pensare di non avere totalmente ragione. È così che si realizza pace. Non restando in silenzio e fermi sulle proprie posizioni, ma facendo un passo indietro. Tacito è uno dei primi esempi di autocritica. Per bocca di un condottiero barbaro, lui parlò così dei suoi concittadini Romani: “Creano il deserto e lo chiamano pace”. Ma distruggere il nemico non crea pace, crea solo Dominio. E mentre i nostri governanti tentano di creare il loro dominio, il deserto avanza. I governi sono così impegnati a fare la guerra che hanno trascurato l’ambiente. E così fa sempre più caldo, i fiumi vanno in secca, la siccità aumenta, le terre fertili diventano sempre più sterili. Il deserto che loro chiamano pace aumenta sempre di più, ma non è vera pace. È solo morte>
Tutti annuirono. Era una protesta contro la guerra, ma anche salvare la Natura era una battaglia altrettanto importante, e soprattutto era legata alle tante guerre che si combattevano nel globo.
<Quindi ripetiamo tutti insieme…NO ALLA GUERRA! SI’ ALLA PACE! NO AL DESERTO! SI’ ALLA VITA!>
E quelle parole furono veramente ripetute ancora e ancora. Nessuno voleva un futuro fatto di deserto e morte, ma per evitarlo ci sarebbe voluto molto lavoro. Tante manifestazioni. E soprattutto tanti manifestanti in grado di farsi ascoltare.

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