WEN – SURRISCALDAMENTO E DESERTIFICAZIONE – Destino di sabbia – Adriano Muzzi

“Il deserto è il grande mare
prosciugato in cui si son
arenate le navi del destino.”
Romano Battaglia   

La navetta argentea ovoidale solcava l’atmosfera aliena disegnando un arco latteo perfetto nel cielo blu cobalto. Sotto di lei si alternavano catene rocciose marrone scuro e dune sabbiose color miele; l’inclinazione del sole le faceva sembrare delle lame che si intrecciavano tra di loro generando una scenografia geometrica e astratta nello stesso tempo.

– Missione 323 a centro controllo, rapporto 27, giorno 124 dell’anno 3082.

– Qui controllo, procedere, grazie.

– Siamo appena entrati nell’atmosfera del pianeta roccioso T3, classificato come potenziale per ospitare forme di vita. La stella TR42 emette regolarmente senza problematiche di continuità. Chiediamo l’autorizzazione ad atterrare nella zona prescelta.

– Qui controllo, diamo l’autorizzazione. Aspettiamo vostro rapporto come da protocollo.

L’astronave descrisse una spirale sempre più stretta e si posò sul suolo alzando una nuvola arancione. Quando la sabbia si posò definitivamente si aprì un portello esagonale e venne calato uno scivolo di metallo. Ne uscirono due androidi che si muovevano su cingoli e avevano una decina di bracci con sensori e pinze di vario genere.

Arrivati su una piccola valle vicina all’astronave, che sembrava un alveo di un fiume, iniziarono le misurazioni di rito. Il primo androide iniziò a trivellare il suolo e prese un campione del terreno con un carotaggio. Poi sciolse dei composti chimici in varie provette aggiungendo la terra prelevata e aspettò. L’altro prese nota delle temperature di aria e suolo.

– Missione 323 a centro controllo, rapporto 28, giorno 124 dell’anno 3082.

 – Qui controllo, procedere, grazie.

– Abbiamo i primi risultati delle analisi: è presente vita soltanto a livello batterico; le temperature registrate al suolo sono troppo elevate per altre tipologie di esseri viventi; abbiamo rilevato una temperatura media al suolo di circa 90° gradi.

– Ricevuto. Continuate con le esplorazioni nel luogo identificato come: “città fantasma”.

I due androidi presero dall’astronave il modulo di esplorazione e iniziarono un sorvolo a bassa quota che li avrebbe portati a un agglomerato di edifici, che dalle rilevazioni satellitari, potevano essere associati a un qualcosa costruito da un’entità intelligente.

Il deserto scorreva sempre uguale sotto di loro come un nastro di Moebius: centinaia di migliaia di dune infinite; dopo un’ora videro dei parallelepipedi che si stagliavano all’orizzonte. Si avvicinarono lentamente facendo dei giri di ricognizione: non si vedeva altro che quelle strane costruzioni e la sabbia. Sembrava tutto abbandonato da molto tempo.

– Missione 323 a centro controllo, rapporto 29, giorno 124.

– Qui controllo, procedere, grazie.

  – Siamo di fronte alle rovine, i nostri sensori non rilevano forme di vita; le costruzioni sono  semi distrutte e invase dalla sabbia. Nessun segno riconoscibile. Abbiamo trovato un   cunicolo che conduce sottoterra, chiediamo l’autorizzazione a procedere con l’esplorazione.

 – Consenso accordato.

I robot entrarono nel cunicolo buio e sparirono dal radar della nave madre. Al di sotto della superficie bollente trovarono un labirinto di cunicoli che erano stati sicuramente opera di una razza senziente. Li percossero quasi tutti in cerca di qualche traccia di vita.

– Missione 323 a centro controllo, rapporto 30, giorno 124.

 – Qui controllo, procedere, grazie.

  – Il cunicolo porta ad altri cunicoli sviluppati in lunghezza di sezione circolare. 

Abbiamo esplorato e mappato tutti i percorsi. Nessun segno di vita. Possiamo ufficialmente  dichiarare il pianeta come “morto”, a parte delle forme batteriche e virali non complesse.

 – OK, potete rientrare alla nave madre.

 – Solo un’altra piccola cosa – aggiunse uno degli androidi.

  – Siamo in ascolto.

   – Abbiamo trovato in uno dei cunicoli dei caratteri su una parete, presumibilmente nel  linguaggio alieno nativo. Inviamo immagine:

BRO KL N  BR D E

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