
Si narra di un paese nascosto tra i boschi dell’Alsazia.
Il paese fu fondato molti anni fa da una bambina, cresciuta da sola in quei boschi.
Ovviamente questa è solo una leggenda, ma in ogni leggenda c’è un bel po’ di verità.
La bambina comparve all’improvviso, come un’ombra tra i boschi, in una notte imprecisata dell’anno 1521 o giù di lì.
Forse era giunta lì da un altro pianeta, forse era stata abbandonata alla nascita ed era stata cresciuta dai lupi.
Si pensa fosse figlia di un conte, il quale aveva sedotto l’ancella di sua moglie.
La leggenda dice che ha i capelli rossi come le foglie d’autunno e le gote bianche come la neve.
Di notte, si dice, passa tra i boschi fulminea, veloce come il vento che si alza all’improvviso.
È per questo che in Alsazia c’è sempre il vento e l’aria è più pulita.
Quando la bambina si sposta tra i boschi, anche i lupi hanno paura e smettono di ululare, perché altrimenti li fulmina all’istante.
Lei infatti ha molti poteri, le sono stati conferiti dal bosco, come dono di benvenuto.
Se di giorno, passando accanto a un sentiero, capita di trovare un fiore strano e molto profumato, che non si era mai visto prima, di certo la bambina è passata proprio lì accanto la notte precedente ed ha lasciato un po’ della sua magia.
All’inizio aveva vagato a lungo senza trovare rifugio, si era addormentata all’ombra della luna, che filtrava attraverso i rami del bosco, e si era svegliata con la prima rugiada del mattino.
Quando pioveva, le tane dei lupi erano state il suo rifugio, lei era cresciuta nel bosco e ne era diventata l’ancella e la custode, perciò aveva deciso di costruire un paese dentro al bosco, utilizzando la sua magia.
Per gli animali il paese doveva essere un rifugio dagli uomini cattivi e dai guerrieri, che ogni tanto lo invadevano con il loro passaggio prepotente, del tutto irrispettoso della sua armonia.
Esso è invisibile agli occhi dei più, ma può comparire all’improvviso davanti a un esule o a uno straniero, o a qualsiasi anima cerca un rifugio dal pericolo e dalla paura.
Nella zona dove si pensa si trovi il paese del bosco non c’è mai una notte senza stelle; la luce della luna però rimane occultata, questo perché nessuno deve mai trovarlo.
Esso infatti appartiene unicamente al bosco ed ai suoi abitanti, e alla bambina, naturalmente!
Ogni tanto però qualche pellegrino, che percorre a piedi il “Cammino Sacro” verso Santiago di Compostela, si perde nel bosco, se non è riuscito a fermarsi prima del buio, e il paese gli compare all’improvviso davanti agli occhi, per offrirgli rifugio.
Non sia mai infatti che non sia dato rifugio ad un pellegrino in cerca di Dio!
Il paese infatti è nato per offrire rifugio alle anime sperdute e agli oppressi, agli smarriti della terra e del cielo, proprio come lo era stata la bambina.
Qualcuno ha raccontato di esserci stato, non si sa come.
Forse è comparso loro in sogno, tutti hanno detto che è magnifico!
Ci sono fiori su ogni davanzale e le case sono di marzapane, ma non si possono mangiare, il loro profumo però è così dolce da allietare la mente e il cuore e nessuno sente più così forte il morso della fame.
Questa ovviamente è un’altra magia operata dalla bambina del bosco.
Ad ogni angolo ci sono aiuole piene di frutti di bosco succulenti, molto più grandi del normale.
Se poi si bussa all’uscio di una delle case, apre la porta un ospite gentile, che ha pronta in cucina una cena sostanziosa, da leccarsi i baffi!
C’è anche un giaciglio comodo, pronto ad accogliere, per un buon sonno ristoratore.
Gli abitanti sono davvero gentili, sono anime pure scese dal cielo, angeli custodi che indicano la via del bene.
Ogni tanto è capitato a qualcuno di addormentarsi nel bosco, quasi al tramonto.
Nessuno ricorda nulla della notte passata, ma al mattino tutti ricordano di essere stati svegliati da un bacio a fior di labbra e da una carezza gentile.
Nessuno ha sentito freddo, il ricordo che portano nel cuore invece è quello di essersi svegliati felici e gioiosi.
Sicuramente gli angeli del bosco li hanno vegliati e protetti dal pericolo, questo infatti è il loro compito e loro lo svolgono a perfezione.
Sanno che altrimenti la bambina del bosco si arrabbierebbe e guai a farla arrabbiare!
Lei infatti piange quando qualcun altro piange e non vuole che nessuno rimanga abbandonato, o che si senta solo o al buio.
Anche lei si ritrovò nel bosco all’improvviso, ma fu cullata e protetta dalle fate e dai folletti, che ora però sono scomparsi.
Non c’era più bisogno di loro, almeno in quella parte dell’Alsazia, perché c’è già la bambina a sorvegliare tutto e questo è più che sufficiente!
È da un po’ di tempo però che non si trovano più fiori sui sentieri, nessuno ricorda di averne visto nemmeno uno.
È un vero peccato, perché quei fiori sono davvero belli!
Essi sono un dono prezioso della bambina del bosco, esprimono tutta la bellezza e la bontà del suo cuore.
Chissà, forse si è spostata da qualche altra parte, forse c’era bisogno di lei altrove!
In realtà ci fu un viandante, non molto tempo fa, il quale disse di essersi perduto nel bosco vicino all’imbrunire.
All’inizio ebbe paura, la notte infatti era fredda, anche se c’erano le stelle.
L’uomo percorse un bel tratto di bosco alla cieca, seguendo il sentiero a tastoni.
All’improvviso si trovò di fronte ad una volpe rossa bellissima, i suoi occhi erano magnetici ed il suo pelo fulvo era stupendo.
La volpe lo fissava attenta, il viandante aveva paura, ma ne era affascinato, rimase lì, immobile.
Poi lei si avvicinò, con una grazia incantevole, mai l’uomo aveva visto un animale così bello!
Lo annusò e lui continuò a rimanere immobile:
“Cercava di conoscerlo”
pensava.
La volpe continuava a fissarlo con occhi magnetici, poi scosse la testolina appuntita ed elegante, come a dirgli di seguirlo.
I due si inoltrarono per un sentiero impervio, l’erba alta ai lati li pungeva.
Ed ecco all’improvviso comparire davanti agli occhi del viandante il villaggio del bosco, con le casette di marzapane e le aiuole con i frutti di bosco.
La volpe lo condusse sull’uscio di una casa, che fu aperto da un ospite gentile, proprio come narra la leggenda.
Rimase ancora un istante a fissare il viandante, voleva assicurarsi che lui fosse accolto dentro la casa, poi si girò e corse veloce incontro alla notte.
Forse aveva altri viandanti da salvare e da portare al sicuro, forse la volpe era la bambina del bosco.
Antonella Ghiglione

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